IL CASO 137 DI DOMINIK MOLL PER GIOVANI (DAI 14 ANNI) E ADULTI – AL CINEMA
Parigi nel 2018 è sconvolta dalle proteste dei gilet-gialli, che sfociano spesso in manifestazioni violente mettendo a dura prova Governo e forze di polizia. Lavoro senza sosta anche per la Police Nationale (IGPN), impegnata a controllare che i tutori dell’ordine non travalichino i limiti consentiti. Uno di questi casi, il numero 137, è nelle mani di Stephanie (la brava Léa Drucker) che cerca con la sua squadra di scoprire la verità sul ferimento di un giovane colpito da un proiettile di gomma. Un ragazzo nel posto sbagliato al momento sbagliato, almeno così sembrano indicare i video e le prove raccolte, ma per Stephanie, separata (anche l’ex marito è poliziotto e la sua nuova compagna è attiva nel sindacato di polizia e non vede di buon occhio il lavoro della protagonista), con un figlio adolescente (e un gatto, Yogurt) da mantenere e stipendi non certo principeschi, la battaglia da combattere è soprattutto contro un sistema fortemente radicato. Dominik Moll aveva già convinto ampiamente col precedente La notte del 12. Qui si insinua nella cronaca di convulse giornate di protesta per raccontare i lati meno nobili delle forze di polizia e l’impegno senza sosta di una poliziotta decisa a scoprire la verità e punire in modo giusto i responsabili. Il tutto condotto con buona tensione narrativa e modalità realistica di indagine per far luce sulle contraddizioni di un sistema che dovrebbe tutelare il cittadino ma capace anche di gestire in modo irregolare il ripristino dell’ordine pubblico.

