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Gmg Lisbona, il diario di don Concetto: “colmo di gratitudine”

Pubblichiamo il racconto quotidiano di don Concetto Reveruzzi, alla Gmg di Lisbona con un gruppo di giovani riminesi e alcuni colleghi sacerdoti

 

Diario del primo giorno della Gmg: da Rimini a Barcellona!

Nel cuore della notte, il silenzio è squarciato dal “chiasso” di un gruppo di giovani pieni di gioia per la partenza.

Il gruppo, di età varia, dai sedicenni ai ragazzi più maturi passando per gli educatori grandi e i tre sacerdoti, si sono dati appuntamento all’1 in via Fada. Ci sono anche due don cinesi.

Dopo una sentita preghiera di affidamento del viaggio e con un po’ di fatica per recuperare il silenzio notturno, ci siamo immersi nel sonno.

Decidiamo di fermarci per la colazione all’ultimo autogrill italiano, a Ventimiglia. E’ piccolo e la fila è lunga. Si sono fermati, con la stessa intenzione, due pullman di Camerino. Ci si riconosce tra pellegrini, ci si sorride.

Si riprende il viaggio. Si inizia a pregare, mettendo a tema l’ascolto di sé e degli altri e i due discepoli di Emmaus. Ci dividiamo in coppie. Il lavoro è fruttuoso. Molto belle le condivisioni al microfono, aiutati da una domanda: Quale domanda o bisogno porto in me?

Poi arriva una telefonata dolorosa. La carissima Germana , è salita in cielo. Germana… una parrocchiana che ha amato tantissimo la comunità parrocchiale, la scuola materna, Gesù e Maria con una fede stupenda nei mesi duri del dolore del brutto male al pancreas. Io ci tenevo molto ad esserci nel suo ultimo viaggio: accetto e affido al Signore. Preghiamo tutti per lei.

La messa la celebriamo sul pullman. Anche Gesù ha un po’ “ballato” sull’altare improvvisato.

Ci fermiamo per pranzo nell’area di servizio di Nimes. Qui una famiglia casertana offre ad alcuni di noi delle mozzarelle di bufala buonissime.

La ripartenza è all’insegna del relax, mettiamo un po’ di musica, il film “L’era glaciale 2”. E finalmente arriviamo a Barcellona!

Qui, ovviamente, visitiamo la Sagrada Familia!

Secondo giorno: abbiamo davanti quasi 1.300 chilometri da percorrere ancora

Abbiamo deciso di svegliarci alle 5,15 (5,30 al massimo) per partire alle 6!

Rischiamo di saltare la colazione già pagata, ma una chiacchierata con il portinaio notturno (più buono e malleabile di quello della sera) e con la cameriera più mattiniera risolve tutto: ci dona con generosa compassione due pacchi di merendine confezionate (quasi cento pezzi!).

Il caffè lo prendiamo sul pullman, abbiamo la macchinetta.

Preghiera del giorno. A tema il vangelo del “cieco nato”, il suo grido di fede. L’ascolto profondo di Gesù, capace di lasciare il mantello, tutto per Lui. Ci dice e ci chiede: “cosa vuoi che io faccia?”.

Finalmente arriva il momento per una bella colazione.

Celebriamo la santa messa su un sasso dell’autogrill. Il momento è molto semplice, ma sentito. Insieme ai don cinesi, celebriamo un po’ in italiano e un po’ in inglese!

Dopo pranzo relax e rosario biblico. Riflettiamo su Maria aiutati da testo di don Tonino Bello “Maria donna in cammino”. La condivisione è animata da Michele che propone un gioco: ci scambiamo di posto tra noi per conoscerci meglio. Molto bello!

Entriamo finalmente in Portogallo. Alle 22 circa saremo a Ribamar. La nostra meta vicino a Lisbona…

Terzo giorno: inizia qui per noi la vera e propria Giornata mondiale dei giovani!

All’arrivo, la sera precedente, ci siamo divisi e siamo stati accolti nelle famiglie e in palestra. La notte è trascorsa molto tranquilla. Nonostante i materassini o piccoli “fastidi” dovuti russamenti o altro. La stanchezza ci ha fatto dormire profondamente e saporosamente.

Noi abbiamo ricevuto un’accoglienza straordinaria, nell’appartamento di un giovane portoghese.

Il risveglio è stato sereno, aiutato dall’aria salubre dell’oceano. Il contraltare è un po’ di umidità, e la sera è freschino.

Facciamo una buona colazione, con caffè italiano (però), recuperato sul pullman.

Arriva l’ora di catechesi e preghiera. Tutti insieme. Ad animarla, oggi, è il prete più giovane: don Marco della parrocchia del Crocifisso. La domanda scelta per la condivisione è: come fare la volontà di Dio nella nostra vita? Ci aiutano anche le parole molto belle del nostro vescovo Nicolò: “la volontà di Dio è qui nel gustare e vivere la chiesa giovane e universale e nell’incontro meraviglioso con Gesù e Maria a Lisbona con il nostro papa!”.

Partiamo per Fatima, un pellegrinaggio breve, ma vissuto intensamente. Alcuni di noi, persone più o meno giovani, e tante mamme scelgono di manifestare devozione e di pregare “camminando in ginocchio”.

Poi visitiamo la basilica dei tre pastorelli. Rivolgiamo la nostra preghiera alla madonna di Fatima che c’invita alla speranza oltre le guerre, al male e al peccato. “Il mio cuore trionferà” dice Maria apparendo a Fatima durante la prima guerra mondiale.

Tutto è avvolto dalla gioia dei ragazzi! Tra tanti canti e belle foto.

Finalmente raggiungiamo Lisbona per partecipare alla messa di apertura della Gmg!!!

L’entusiasmo è tanto, ma nel tragitto in metro accade qualcosa di inaspettato. Una delle amiche più giovani ha una difficoltà, rallentiamo “la corsa”. Pian piano si riprende e ripartiamo con gioia verso la messa. Non importa se non arriviamo vicini all’altare: concelebriamo e ci adattiamo.

La folla dei giovani è immensa. Sono carichi di gioia, entusiasmo, pieni di una passione grande. Sono arrivati lì partendo dai cinque continenti, tutti uniti in Gesù e Maria. Anche se non capiamo tutto quello che dice, per via della lingua, percepiamo bene che il cardinale portoghese parla con gli occhi pieni di luce. Ragazzi di ogni lingua, popolo e nazione parlano la stessa lingua: durante la  messa si alza spesso il vento dello Spirito Santo!

Maria veglia sempre su noi. Si è fatto tardi. Dopo aver cenato coi 2 don cinesi al ristorantino cinese è ora di raggiungere la famiglia che ci ospita . Buon riposo

Il quarto giorno: resoconto di un giorno e mezzo…

Preghiera guidata da don Cristian. A tema sentirsi amati e perdonati, le catechesi molto belle su contemplazione e cura, essere motivati, dare tempo, uscire da sé … bel lavoro di gruppo, tante cose belle e profonde dei ragazzi con delle risposte molto ispirate del vescovo Andrea di Arezzo .

Il nostro vescovo Nicolò purtroppo è stato richiesto da altre diocesi.

La santa messa è presieduta da vescovo Giovanni, di Avezzano. A tema, l’essere luminosi e la perla preziosa… che è Gesù!

Dopo pranzo, col vescovo Nicolò insieme a tutti noi, partecipiamo al meraviglioso concerto del gruppo “The Sun”. Musica giovanile punk rock, con testi molto profondi: ognuno di loro racconta come Gesù gli ha salvato e cambiato (oppure gli sta cambiando) la vita.

Poi ci spostiamo alla festa degli italiani. Siamo in 64mila!  Il nostro vescovo Nicolò è portabandiera del gruppo.

La serata trascorre all’insegna di musica, balli, testimonianze di personaggi famosi e meno, preghiera.

Verso la fine, un piccolo incidente: perdiamo un fratello del gruppo ma poi lo ritroviamo e con lui ritroviamo anche la serenità, nonostante il rilevante ritardo sul rientro e le ore di sonno.

Mattina bella con sorpresa del nostro amico che ci ospita: ci propone la colazione in spiaggia. Molto bello! Subito dopo, preghiera con il nostro don Stefano sull’essere protagonisti!

La catechesi è sul dolore, sul condividere il profondo, sul sentirsi a casa, sull’essere benedizione per l’altro. Lavoriamo in gruppo: mi hanno chiesto di animare un gruppo di Arezzo ci sono giovani pieni di Dio anche lì!

Poi messa col vescovo Andrea: conoscere e dare fiducia a Dio!

Ripartiamo per Lisbona, stasera ci sarà il primo incontro con Papa Francesco! Tanta gioia ed emozione.

A domani!

Quinto giorno: c’è spazio per tutti

Ieri sera primo incontro col Papa: momento forte e bello!

Il Papa è «felice di vedere tanti giovani» (500mila secondo le autorità), di «ascoltare il simpatico chiasso» che fanno e di farsi «contagiare» dalla loro gioia.

Quella che si stende davanti agli occhi pieni di gioia di Francesco non è una folla anonima. Anche se i più lontani sembrano formiche, «Dio chiama per nome ognuno». «Amico, amica, se Dio ti chiama per nome significa che per Lui non sei un numero, ma un volto». Avendo ben chiaro che «nella Chiesa c’è spazio per tutti». «Per tutti, per tutti», fa ripetere più volte all’oceano di ragazzi in coro.

Stamattina venerdì mi è stato chiesto di preparare la catechesi: siamo partiti dal brano di Cristicchi “Abbi cura di me”. Non cercare un senso a tutto, perché tutto ha senso. Perché tutto è un miracolo, tutto quello che vedi.

E non esiste un altro giorno che sia uguale a ieri.

Tu allora vivilo adesso, come se fosse l’ultimo.

E dai valore ad ogni singolo attimo.

Perdona chi ti ha ferito, abbraccialo adesso.

Perché l’impresa più grande è perdonare se stesso.

Parole che richiamano il brano della peccatrice perdonata che bagna i piedi con le lacrime e li asciuga coi capelli e li profuma!

A lei molto è perdonato perché molto ha amato!

Abbiamo ascoltato la storia di Monica che ha saputo perdonare a se stessa, lasciandosi perdonare da Dio.

Successivamente è arrivato il momento straordinario delle confessioni: tante lacrime e gioia di vita nuova. Venticinque preti che confessavano!

Ultima messa a Ribamar col ringraziamento commosso dei rappresentanti dei parrocchiani. Noi molto edificati.

Poi il pranzo al sacco… ma meraviglioso perché in spiaggia a contemplare l’oceano, chiacchierare fra noi coi volontari e col vescovo. Lì è accaduto un incontro molto bello. Il vescovo ha ascoltato e dopo, nell’esprimere il bisogno di essere un uomo di comunione e unità, si è commosso sinceramente e profondamente.

Partenza, con ritardo, per Lisbona. Ci attende la Via Crucis del Papa!

Testi bellissimi, danze, musica ma soprattutto testimonianze di vita di conversioni profonde e radicali in Gesù! Sorrisi, abbracci, voci , cori: occhi e cuore pieni di Luce!

Grazie!

Viene proprio da dire grazie: siamo stanchissimi ma tanto felici!

Ci aspetta la veglia finale col Papa e la grande messa di fine Gmg!

Se si cerca di parlare, viene solo da dire grazie.

Sesto giorno: la grande veglia

Messa alle 8,30 e ultima catechesi insieme. Si riflette sul sentirsi accompagnati dal buon pastore, guidati da don Alessandro.

Visita della chiesa di Sant’Antonio e della Basilica. Lui testimone coraggioso e sereno di Gesù e della potenza della Sua Parola.

L’uomo dei miracoli!

Finalmente inizia il percorso verso “la terra della grazia”: fatica , sudore, schiacciamenti, ultimi 4 chilometri fatti in 2 ore.

Arrivati, non troviamo posto in A32, il settore assegnatoci. Ma l’imprevisto è stata occasione per fare esperienza di questa cosa bella che hanno soprattutto i giovani: non si perdono di coraggio e sono fantasiosi e semplici e concreti nel reagire alle difficoltà.

Così, dentro una grande rotonda, sui sanpietrini, hanno trovato posto per tutti noi.

E mentre stavamo quasi cenando ecco arrivare il Papa. E’ passato a pochi metri da noi! L’abbiamo visto vicinissimo!

La Gioia è corsa nelle lacrime di ragazze e ragazzi che piangevano per l’emozione.

Poi ecco la preghiera e l’adorazione: il chiasso cede il passo al raccoglimento, silenzio e tanti giovani in ginocchio: stupendo!

Ecco alcune parole belle, luminose e appassionate del papa:

…La Gioia è missionaria! C’insegna Maria: guardiamo tutto ciò che è stato preparato per noi sacerdoti, nonni, genitori che ci hanno comunicato le radici della Gioia.

Essere per gli altri radici di Gioia…

come possiamo diventare radici di Gioia?

Va scoperta nel dialogo con gli altri… a volte però si butta la spugna e non ha voglia di fare niente , presi dallo scoraggiamento.

Bisogna alzarsi: gli alpini dicono quello che importa non è non cadere ma non rimanere a terra.

Quando vediamo un nostro amico caduto dobbiamo aiutarlo ad alzarsi

…Dietro ogni vittoria c’è molto allenamento.

Nella vita c’è bisogno di molto allenamento

Niente si ottiene gratis,

solo l’Amore di Gesù è gratis!

Non abbiate paura mai!

Seguono testimonianza e benedizione eucaristica.

E le parole: “Buon riposo”

Ora dormiamo con 1 milione e mezzo di giovani. Con noi il vescovo Nicolò. Dopo essersi tolto la veste solenne dell’adorazione col Papa, ha preso lo stuoino e il sacco a pelo e ora dorme  a fianco a noi! Grazie! Buon riposo

Settimo giorno

Una notte piena di Luce, Gioia e le parole del Papa e i canti! Abbiamo anche un pochino dormito: alcuni hanno cantato a squarciagola fino a mezzanotte e mezza ma la stanchezza era tanta e ha preso il sopravvento.

Il vescovo, tolto il vestito bello per il papa, ha dormito a fianco a noi per terra all’aperto come un vero pastore!

Poi un’alba stupenda e finalmente la messa solenne.

Queste alcune parole del Papa:

«Signore, è bello per noi essere qui!» (Mt 17,4). Queste parole, che disse l’apostolo Pietro a Gesù sul monte della Trasfigurazione, vogliamo farle anche nostre dopo questi giorni intensi.  È bello quanto stiamo sperimentando con Gesù, ciò che abbiamo vissuto insieme, ed è bello come abbiamo pregato, con tanta gioia del cuore. Allora possiamo chiederci: cosa portiamo con noi ritornando alla vita quotidiana?

Vorrei rispondere a questo interrogativo con tre verbi, seguendo il Vangelo che abbiamo ascoltato. Che cosa portiamo? Brillare, ascoltare, non temere. Che cosa portiamo con noi? Rispondo con queste tre parole: brillare, ascoltare e non temere.

A voi giovani che avete vissuto questa gioia – stavo per dire questa gloria, e in effetti una specie di gloria lo è, questo nostro incontro –; a voi che coltivate sogni grandi ma spesso offuscati dal timore di non vederli realizzati; a voi che a volte pensate di non farcela – un po’ di pessimismo ci assale a volte –; a voi, giovani, tentati in questo tempo di scoraggiarvi, di giudicarvi forse inadeguati o di nascondere il dolore mascherandolo con un sorriso; a voi, giovani, che volete cambiare il mondo – ed è un bene che vogliate cambiare il mondo – e che volete lottare per la giustizia e la pace; a voi, giovani, che ci mettete impegno e fantasia nella vita, ma vi sembra che non bastino; a voi, giovani, di cui la Chiesa e il mondo hanno bisogno come la terra della pioggia; a voi, giovani, che siete il presente e il futuro; sì, proprio a voi, giovani, Gesù oggi dice: “Non temete!”, “Non abbiate paura!”…..

Una gioia intensa ha pervaso tutti noi, con la certezza che il sogno del Papa e di Gesù che questi giovani costruiranno un mondo di Pace, ha reso intensa la preghiera di tutti per la Pace nel Mondo!

Poi il rientro con un oceano di gente: file interminabili, tanta stanchezza e domani alle 3 ripartenza, levataccia…

…ma ora non abbiamo più bisogno di lamentarci perché non abbiamo più paura: c’è un fuoco dentro noi tutti!

Buona serata e chiudiamo il diario! Grazie a tutti e a ciascuno!

Ottavo giorno

Stasera non dovevo scrivere perché stiamo rientrando (ci attendono due giorni di viaggio), siamo ormai a Barcellona.

La Gmg è finita: ma c’è tanto fuoco , un’onda lunga che non vuole fermarsi.

C’è nei ragazzi di 15/16 anni, di 20 o 30 anni fino a noi “diversamente giovani”, cinquantenni.

Dopo una messa breve ma sentita sul pullman, il grazie di Gesù che è l’Eucarestia ha portato i ragazzi a stare per oltre 2 ore alternandosi al microfono per ringraziare!

Hanno detto grazie…

…per il Papa che vuole una chiesa aperta a tutti;

…per il suo annuncio liberante: ha ribadito che il Signore ci ama non per come dovremmo essere, vorremmo essere ma per come siamo così come siamo

…ha detto che nella vita “bisogna pagare” i grandi traguardi con un amore che resiste e persiste e diventa anche sudore, sacrificio

…che l’Amore di Gesù è l’unica cosa totalmente e sempre gratuita!

…che bisogna accettare le cadute e rialzarsi e aiutare ad alzare chi cade

Grazie per le testimonianze delle Vie Crucis, per l’esperienza del mondo nuovo possibile alla Gmg, il paradiso in terra, di ragazzi di lingue, colori, culture diverse che sanno stare insieme per costruire Pace.

Grazie per la testimonianza dei pastori, del nostro Vescovo che sa stare vicino con semplicità e cordialità come un vero pastore, dormendo accanto a noi per terra!

Ho tanti motivi per ringraziare…

Che meschino e meschini che siamo noi adulti coi nostri preconcetti sui giovani, mi dico.

Le parole di un ragazzo spiegano bene questa cosa. Ha detto che la fragilità che sentono i giovani li aiuta a togliere la scorza dura che impedisce di mettersi in relazione e in comunione per sentirsi così bisognosi di Dio e degli altri.

Grazie… quanto sei grande Spirito Santo che agisci così tanto sui nostri giovani!