Home Ponte Giovani GIOVANI, UN PODCAST PER FARE… C’ENTRO

GIOVANI, UN PODCAST PER FARE… C’ENTRO

Il Centro Giovani di Cattolica, che è gestito dall’associazione Sergio Zavatta e conosce da vicinissimo il mondo dei ragazzi e delle ragazze di oggi, sceglie il mezzo e il linguaggio del podcast per dare vita a C’entro dentro: progetto in 12 puntate interamente dedicato al mondo dei giovani, da loro realizzato e raccontato, anche nei suoi aspetti più complessi.

Ne nascono riflessioni e dibattiti sui giovani nel rapporto reciproco, da una parte, e con il mondo, dall’altra. Il racconto del progetto

È un tema tanto fondamentale quanto delicato, quello del rapporto tra generazioni, in una società che tende sempre di più ad invecchiare ma che, come è inevitabile che sia, poggia le radici del proprio futuro sulla gioventù di oggi: gioventù che si ritrova a vivere in un’epoca e in un contesto inediti rispetto al passato, e sempre in continua evoluzione, sconvolti in particolare dal progresso tecnologico e da una sua sempre maggior pervasività nella nostra quotidianità. Cambiamenti nello stile di vita che portano con sé sia nuove risorse sia nuove problematiche, e c’è chi insiste soprattutto su queste ultime, dipingendo i ragazzi come sempre più disconnessi dalla realtà a causa della costante digitalizzazione.

Ma si tratta di una visione un po’ miope, come ben sanno gli educatori del Centro Giovani di Cattolica, gestito dall’Associazione “Sergio Zavatta” ONLUS di Rimini, che lavorando a stretto contatto con i ragazzi, nel libero spazio di aggregazione e di condivisione che il Centro offre, hanno modo di cogliere quella straordinarietà e pluridimensionalità che nei giovani di oggi non è assolutamente scomparsa. Ed è a partire da questa idea che prende vita C’entro dentro, un podcast di 12 puntate, ascoltabile su Spotify e YouTube Music, che come suggerisce il nome apre le porte del Centro, dando voce ai ragazzi su tematiche per loro molto attuali e vivide: “Quando abbiamo concepito questo progetto, il nostro scopo era raccontare anche all’esterno la realtà, i discorsi e le riflessioni che scaturiscono dai ragazzi, offrendo agli adulti l’occasione di dare uno sguardo sul loro mondo ed entrando tra quelle emozioni e quei pensieri che sono in grado di animarli profondamente” racconta Lucia Marfoglia, educatrice del Centro che assieme ai colleghi Gianluca De Paoli, Greta Mauri, Gaia Trunfio e il coordinatore degli educatori Michael Binotti si è occupata della realizzazione del podcast. “Il Centro è uno spazio per i ragazzi nel quale si crea relazione: mette a disposizione varie attività e strumenti, dal biliardo al calciobalilla fino al ping pong, ma i ragazzi hanno più che altro voglia di parlare e di confrontarsi, chiedono consigli, e spesso seduti sui nostri divanetti ci si trova a trattare insieme di tematiche che li riguardano da vicino in questo periodo della loro vita, come l’amicizia, l’amore o la gestione dei conflitti. Ciò che volevamo era dare testimonianza di quanto concretamente facciamo qui nel Centro, fare uscire da queste mura le voci dei ragazzi, il loro modo di raccontarsi, la loro voglia di esprimersi. E così, per i ragazzi che frequentano il Centro il martedì sera, tra i 15-16 anni fino ai 18-20 circa, abbiamo pensato alla realizzazione di un podcast, una vera e propria sfida in partenza anche per noi educatori, che prima di iniziare non avevamo idea di come potesse essere realizzato, proprio a livello pratico”.
Una sfida vinta. “Abbiamo seguito un periodo di formazione, al quale gli stessi ragazzi erano a loro volta invitati, e scelto i temi da trattare: amore, risse, social media, rapporti con i genitori, bullismo a scuola e alcol e droghe. Non è stato facilissimo, inizialmente, proporre e lanciare il progetto, perché solitamente lasciamo ai ragazzi molta libertà, senza proporre attività strutturate, per cui per coinvolgerli è stato necessario fare leva in maniera un po’ più astratta: abbiamo utilizzato una scatola, con all’interno delle domande da estrarre riguardanti una particolare tematica, i ragazzi ne pescavano una leggendola tra di loro e dando vita a momenti di riflessione, in grado di stimolarli al punto che dopo pochissime serate in cui effettuavamo questa proposta erano loro in prima persona a chiedere e ricercare questo tipo di attività. Tra noi educatori ci siamo divisi i compiti: io mi sono occupata delle domande, altri della fase di registrazione, piuttosto critica perché bisognava immortalare i discorsi dei ragazzi, che però prendevano vita mentre il resto del centro proseguiva la propria attività, causando qualche grattacapo nell’isolare l’audio che ci ha richiesto di effettuare un bel po’ di prove”.

Finché C’entro dentro non ha preso definitivamente vita. “Infine c’è stata tutta l’altrettanto complessa parte di taglio delle tracce e successivo montaggio, per arrivare alla realizzazione vera e propria del nostro podcast, molto amatoriale, ma in grado di raccontare in maniera sincera e senza tanti filtri l’esperienza e le opinioni dei ragazzi: non lobotomizzati, ma capaci di riflessioni interessanti e di saper dire la loro. E proprio dai ragazzi fino ad ora ci è arrivato il riscontro principale dell’intero progetto: nel podcast le loro voci sono state modificate, per ragioni di privacy, ma si sono riconosciuti nei discorsi che hanno fatto e in ciò che hanno detto, contenti di poter riascoltare i propri dibattiti e le proprie opinioni”.

Andrea Pasini