Dal 12 al 14 dicembre 2025, presso Le Budrie in provincia di Bologna, si è svolto il XX Congresso Nazionale della GiOC (Gioventù Operaia Cristiana – ramo italiano della JOC internazionale) dal titolo “Trame di Speranza: giovani tra formazione, cura e sostenibilità”. Un appuntamento centrale nella vita del Movimento, che ha riunito militanti, assistenti e adulti da tutta Italia per rileggere il cammino degli ultimi tre anni e tracciare le priorità future.
Il Congresso è stato un tempo di discernimento comunitario, radicato nel Vangelo e nella Dottrina Sociale della Chiesa, e come occasione per rinnovare l’identità del Movimento alla luce delle sfide contemporanee che attraversano la vita dei giovani: precarietà lavorativa, fragilità psicologica, crisi ambientale, partecipazione democratica e impegno sociale.
Si sono alternati momenti di ascolto, confronto e lavoro di gruppo. In particolare, la tavola rotonda ha visto l’intervento di Davide Conte, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Lepida ScpA, Serena Donati, referente Orientamento Regionale e PM per CNOS-FAP Regione Piemonte e Marco Piccolo, ex consigliere di Banca Etica, che hanno offerto sguardi diversi ma intrecciati sul ruolo dei soggetti del Movimento, sul compito educativo e sulla sostenibilità – umana ed economica – come dimensioni inseparabili dell’agire associativo.
Un momento significativo del Congresso è stata l’attività “S.O.S. – Tenere insieme”, pensata per riflettere in modo partecipato sulla sostenibilità umana, mettendo al centro la cura di sé, degli altri e dell’Associazione, interrogandosi sui ritmi, sui carichi di responsabilità e sulla necessità di costruire percorsi condivisi che non lascino nessuno indietro.
Al termine del Congresso nono stati individuati tre grandi ambiti di impegno che saranno le priorità congressuali per il triennio 2026-2028:
i soggetti, con un’attenzione particolare ai giovani invisibili e ai luoghi dell’aggregazione;
il compito educativo, da rilanciare come accompagnamento integrale alla vita, alla fede e alla partecipazione sociale;
la sostenibilità, intesa sia come cura delle persone e delle relazioni interne, sia come ricerca di un equilibrio economico che renda possibile il futuro del Movimento.
Attraverso un confronto articolato e il voto sugli orientamenti, è stata ribadita la centralità della zona, il valore della revisione di vita, l’importanza del ruolo degli adulti accompagnatori e la necessità di rendere sostenibili nel tempo le responsabilità e la permanenza associativa.
Sono seguite le votazioni sugli orientamenti e l’elezione del nuovo Direttivo GiOC.
Il Congresso si è concluso con la celebrazione dell’Eucarestia presieduta da Mons. Andrea Andreozzi, vescovo di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola, e Padre Antonio Lucente, assistente nazionale della GiOC, chiamati a portare una parola di respiro ecclesiale e spirituale sulla responsabilità dei giovani e delle comunità educanti, confermando il mandato di riportare nei territori la speranza come scelta concreta, da tessere insieme nella formazione, nella sostenibilità degli stili di vita e nella cura delle persone e delle relazioni.

