Nato nel 2013 da un’intuizione della Caritas diocesana, il progetto continua a crescere. Nel 2026 già 24 nuovi inserimenti. Menghi Casadei: “Ogni posto di lavoro restituisce dignità e futuro”
«Dare lavoro per dare dignità ». Quando, nell’ottobre del 2013, durante l’Assemblea diocesana di Sant’Agostino, la Chiesa riminese lanciò il Fondo per il Lavoro, l’obiettivo era chiaro: non limitarsi ad aiutare chi era in dibcoltà con un sostegno economico, ma creare opportunità concrete di occupazione. Erano gli anni più duri della crisi economica e la Diocesi, accogliendo anche i richiami di Papa Francesco contro la “globalizzazione dell’indiaerenza”, volle coin volgere parrocchie, imprese, associazioni, banche, ordini professionali, enti pubblici e cittadini in una rete di solidarietà capace di trasformarsi in lavoro.
L’intuizione si rivelò subito vincente. Già nel primo anno di attività furono raccolti oltre 327 mila euro e fu possibile inserire al lavoro 40 persone.
Da allora il Fondo è cresciuto costantemente, diventando uno degli strumenti più originali della Caritas diocesana per accompagnare chi perde l’occupazione, chi fatica a trovarne una, i disoccupati di lungo periodo e, in particolare, gli over 50, spesso esclusi dal mercato del lavoro e sem- pre più dibcili da ricollocare.
Oggi, a quasi tredici anni dalla nascita, il progetto continua a produrre risultati significativi.
Nei primi sei mesi del 2026 sono già 24 le persone avviate al lavoro, un dato che lascia prevedere il superamento del risultato dell’intero 2025, quando gli inserimenti erano stati 35. Complessivamente, dall’avvio del Fondo, sono 395 le persone che hanno trovato un’occupazione grazie a questa iniziativa.
“È un numero che parla da solo”, commenta Roberto Menghi Casadei, responsabile del Fondo per il Lavoro.
“Dietro ciascuno dei 395 inserimenti non c’è una pratica amministrativa, ma una per- sona che ritrova fiducia, una famiglia che torna a progettare il futuro, un imprenditore che sceglie di condividere una responsabilità sociale”.
Anche il 2026 conferma che il bisogno resta elevato. Sono infatti 50 le nuove domande di iscrizione pervenute al Fondo nei primi sei mesi dell’anno.
Gran parte di queste è stata raccolta attraverso il Centro di Ascolto della Caritas diocesana, grazie alla preziosa collaborazione dei diaconi Stefano e Marco, che hanno segnalato tempestivamente numerose situazioni di bisogno.
La banca dati del Fondo comprende oggi 1.311 persone in cerca di un’opportunità lavorativa.
Cresce anche la collaborazione con il mondo delle imprese. Nel corso del 2026 sono stati sottoscritti sei nuovi accordi con altrettante aziende del territorio. Sale così a 189 il numero complessivo degli imprenditori convenzionati, una rete che negli anni si è dimostrata decisiva per creare occasioni concrete di inserimento lavorativo.
“Il rapporto con le aziende è il cuore del progetto – sottolinea Menghi Casadei – Senza imprenditori disponibili a scommettere sulle persone tutto questo non sarebbe possibile. A loro va il nostro grazie, perché dimostrano che impresa e solidarietà possono camminare insie- me”.
Se i risultati sono incoraggianti, non manca però una nota di preoccupazione sul fronte delle risorse economiche.
Nel 2026 il Fondo ha ricevuto 3.500 euro di nuovi contributi, una cifra che non è riuscita a compensare il maggiore impegno economico richiesto dai nuovi inserimenti lavorativi. Di conseguenza la disponibilità finanziaria è pas –
sata dai circa 52 mila euro del 31 dicembre 2025 ai circa 25 mila euro registrati al 30 giugno 2026.
“Ogni nuovo inserimento rappresenta una gioia, ma comporta anche un investimento. – osserva ancora Menghi Casadei – Il Fondo continua a funzionare perché la comunità ha sempre creduto in questo progetto. Per poter rispondere alle tante richieste che continuano ad arrivare abbiamo bisogno che questa fiducia prosegua, attraverso nuove donazioni e nuove aziende disponibili a collaborare”.
Un sostegno importante alla vita e alle attività della Caritas diocesana arriva anche dal contributo 8 per mille alla Chiesa cattolica, una risorsa essenziale che permette di mantenere attivi servizi e progetti rivolti alle persone più fragili del territorio. Anche il Fondo per il Lavoro si inserisce in questo cammino: la possibilità di accompagnare chi cerca un’occupazione, costruire relazioni con le aziende e seguire i percorsi di reinserimento nasce all’interno di una rete più ampia di attenzione e prossimità sostenuta ogni giorno dalla Caritas.
A tredici anni dalla sua nascita, il Fondo per il Lavoro continua così a rappresentare una delle esperienze più significative della Caritas riminese. Un progetto che ha saputo mettere in rete Chiesa, istituzioni, imprese e cittadini, dimostrando che la carità può tradursi anche in occupazione. Perché il lavoro non è soltanto una fonte di reddito: è dignità, autonomia, relazioni e speranza. E ogni persona che torna a lavorare è una storia che ricomincia.

