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E così scia

Le preoccupazioni avanzate dagli aeroporti di tutta Europa per la mancanza di carburante non lasciano proprio tranquilli.

Scenari seguiti con attenzione anche a Rimini dove, dopo la complessa ricostruzione di un mercato aereo solido, arrivano ora nuove ombre impreviste.

In tutto questo come ogni primavera, puntuali come le allergie, si ringalluzziscono i sostenitori del complotto delle scie chimiche impegnati a diffondere foto di cieli azzurri striati di candide quanto, a loro avviso, criminali strisce. Oggi in Italia c’è chi sta promuovendo una proposta di legge contro la geoingegneria, ampiamente sostenuta dai “no scie chimiche”.

Tutto lecito in democrazia, ci mancherebbe, però bisogna evitare di fare confusione. La geoingegneria esiste, riguarda la capacità di influire in determinati ambiti climatici, è oggetto di sperimentazioni e studi scientifici e ovviamente va regolata. Le scie degli aerei di linea, quelle che i complottisti immortalano ogni mattina al grido “maledetti”, sono normali scie di condensa perché gli aerei non vanno ancora a pile. Per quanto abbiano comunque un loro impatto ambientale, oggi come oggi queste scie personalmente auspico non spariscano del tutto perché la loro assenza sarebbe il segnale di una situazione internazionale davvero fuori controllo. E pazienza se per ogni aereo che passa in sottofondo c’è il gracchiare di chi è convinto di avere scoperto, grazie alla sua laurea in chimica ottenuta sui social, il piano segreto dei malvagi