Il Ponte

Dalla Polonia sulle tracce di Marvelli

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Con quel fisico, sembra un giocatore di pallacanestro. Ma non è sbarcato a Rimini per assistere alla storica promozione del Basket Rimini in A2, piuttosto grazie ad un assist… della Rete. Professore universitario di Antropologia filosofica alla facoltà di Scienze Applicate di Varsavia, Miroslav Gòrecki (nella foto) era tutto intento a cercare informazioni sul beato torinese Piergiorgio Frassati, quando il motore di ricerca ha “fornito” un’immagine di Alberto Marvelli. Chi è costui? “ Ad una prima analisi, ho notato molti elementi biografici in comune tra Frassati e il beato riminese: l’appartenenza all’Azione Cattolica, alla Società San Vincenzo de’ Paoli, lo studio al Politecnico, la conoscenza della lingua tedesca… A questo punto era doveroso approfondire la conoscenza di Marvelli”. 

E per farlo, Miroslav Gòrecki dal 2019 frequenta Rimini, in particolare il Centro di documentazione Alberto Marvelli, nel Palazzo omonimo, in centro città, a due passi dalla chiesa di Sant’Agostino che dell’«ingegnere della carità» custodisce le spoglie. Con lui c’è don Jarek Migus, sacerdote polacco di origine, 55 anni, incardinato nella Diocesi di Grosseto dove opera da 26 anni. In questa operazione ha il compito di traduttore ufficiale. Sì, perché il prof. Gòrecki, dopo aver realizzato un libro nel 2020 su diverse figure tra cui appunto Frassati e Marvelli, da alcune stagioni si è concentrato proprio sulla figura del beato riminese, in pratica ancora sconosciuto in Polonia, mentre Frassati, per via dell’apparentamento con la famiglia Gavronsky, è molto più noto.

Impegno sociale e politico, tra queste due figure c’è una certa assonanza. – rilancia il 59enne prof. di Varsavia – La formazione in Azione Cattolica, ma anche quell’impegno fortemente educativo che non scaturisce dal dovere ma dall’amore gratuito. La ricostruzione morale e spirituale per costruire la città è un aspetto di Marvelli che mi affascina”.

Al Centro di Documentazione di via Cairoli è tutto uno scartabellare documenti, lettere, libri, fogli autografi, sotto gli occhi attenti e premurosi di Cinzia Montevecchi, che di quel prezioso tesoro è il custode. C’è un obiettivo preciso: fare chiarezza su alcune note, puntualizzare alcuni dettagli che nella ricerca storica dettagli non sono mai. Qualche esempio? Rimini è stata liberata il 21 o il 27 settembre? Ado o Aldo? Qual è il Vittorio Emanuele citato nelle lettere del fratello Lello Marvelli? Il nome esatto di divisioni e battaglioni tedeschi e così via. Gòrecki e Migus leggono, prendono appunti ed evidenziano nomi, date e incroci.

C’è una frase di Marvelli che più di altre le è rimasta impressa, professore? “ Voglio essere santo” risponde senza esitazione.

 Mi colpisce questo desiderio di perfezione, descritto peraltro anche da Aristotele anche se con altra prospettiva”.

Una cena alla Chiacchiera, il balcone di Covignano, l’incontro e le discussioni con il prof. Piergiorgio Grassi della Fondazione “Righetti”, l’assidua frequentazione del Centro di Documentazione Marvelli: le giornate riminesi del prof. Gòrecki e di don Migus sono intense, quasi uno studio matto e disperatissimo. “ In Polonia è uscito un solo libro su Marvelli, molto agiografico. Il volume finanziato dall’Università di Varsavia, avrà un taglio differente: conterrà il Diario per esteso, le Lettere e una antologia di riflessioni politiche e spirituali. Marvelli è una figura contemporanea che merita di essere conosciuta e apprezzata ovunque”.

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