Per trent’anni si sono affrontati sui parquet dei palazzetti, dividendosi tra canestri, rimbalzi e qualche inevitabile gomitata. Oggi, archiviata la carriera cestistica, si ritrovano accomunati da un’altra passione: la bicicletta. È nata così OFC Cycling, una nuova squadra ciclistica amatoriale composta da ex giocatori di basket Over 50, molti dei quali protagonisti della pallacanestro riminese e non solo.
Tra le maglie del gruppo figurano anche nomi noti del basket professionistico italiano come Max Romboli, ex Virtus Bologna, e Matteo Panzeri, che ha vestito la maglia della Marr Rimini nei primi anni Novanta. Loris Miserocchi ha avuto una carriera agonistica più breve ma da anni siede in panca come allenatore di squadre giovanili (e non solo). La palla a spicchi ha lasciato spazio alle due ruote, ma lo spirito di squadra è rimasto immutato: uscite su strada e percorsi gravel nell’entroterra romagnolo, amicizia e voglia di stare insieme.

L’idea è di Fabio Cappelli, riminese, dirigente di una storica azienda del territorio (Onoranze Funebri Cappelli), che ha dato vita al progetto sponsorizzandolo con il marchio OFC e disegnando anche la divisa ufficiale. Un’iniziativa nata quasi per necessità.
“Dopo anni e anni sul linoleum dei campi da basket, la sentenza del medico è stata chiara: a causa di alcune ernie, le uniche attività sportive consigliate erano il nuoto o la bicicletta. Da lì è nato tutto”, racconta Cappelli.

Dietro l’aspetto conviviale del gruppo si nasconde però anche un messaggio importante. Sulla schiena delle divise campeggia infatti la scritta “Respect 1,5 metri”, che richiama la distanza minima di sicurezza prevista dal Codice della strada durante il sorpasso dei ciclisti.
“Siamo un gruppo di amici che si sono sgomitati sotto i canestri per un trentennio”, sorride Cappelli. “Oggi pedaliamo nel nostro splendido entroterra, su strada e gravel, con lo stesso spirito sportivo di sempre”.
Oltre alla passione condivisa per il basket, la bicicletta e il territorio, sulle strade della Romagna il gruppo vuole lanciare un messaggio chiaro a favore della sicurezza stradale. “Vorremmo che questo messaggio contribuisse a diffondere una maggiore cultura del rispetto reciproco tra automobilisti e ciclisti”.
Le uscite si concludono spesso con un immancabile “terzo tempo”, tra una birra e una grigliata, proprio come accade nel rugby. Ma il progetto vuole anche testimoniare come lo sport possa continuare a creare relazioni, promuovere stili di vita sani e lanciare messaggi di educazione civica ben oltre il risultato agonistico.
Non è stato casuale nemmeno il luogo scelto per il debutto ufficiale del team. La prima pedalata con la nuova divisa è partita dalla chiesa di San Giuliano Martire, nel Borgo San Giuliano di Rimini, dopo la benedizione impartita da don Mario Antolini. Un momento che ha voluto affidare simbolicamente il cammino del gruppo ai valori dello sport vissuto come amicizia, condivisione e attenzione verso gli altri. (p.g.)

