Sarà la chiesa di San Nicolò al Porto, luogo simbolo della missione e della mondialità della Diocesi di Rimini, ad accogliere giovedì 4 giugno la solenne celebrazione del Corpus Domini, tradizionale appuntamento che conclude l’anno pastorale e che vede la comunità cristiana testimoniare pubblicamente la propria fede attraverso la celebrazione eucaristica e la processione cittadina.
La scelta di San Nicolò non è casuale. Negli ultimi anni gli spazi della storica chiesa affacciata sul porto sono diventati un vero crocevia di esperienze ecclesiali, sociali e missionarie. Qui trovano sede alcuni importanti uffici pastorali della Curia diocesana, come Missio, Migrantes e la Commissione Ecumenica e per il Dialogo Interreligioso, insieme a realtà di volontariato e solidarietà quali il Centro di Aiuto alla Vita, la Fondazione Marilena Pesaresi e il Campo Lavoro Missionario.
Per lungo tempo questi ambienti hanno inoltre ospitato le attività del Centro Italia-Cina, che oggi prosegue il proprio servizio presso la parrocchia di Santa Maria Ausiliatrice, affidata ai Salesiani, dopo un percorso di crescita che ha segnato positivamente la storia recente della diocesi.
La celebrazione prenderà il via alle ore 20.30 nel cortile della chiesa di San Nicolò al Porto con la Santa Messa presieduta dal vescovo di Rimini, mons. Nicolò Anselmi. Ad animare la liturgia sarà il Coro Ecumenico, segno concreto di quella comunione tra cristiani che costituisce uno dei temi più cari al cammino della Chiesa locale.
Al termine della celebrazione eucaristica si snoderà la tradizionale processione del Corpus Domini lungo il porto canale fino a piazzale Boscovich. Un percorso particolarmente significativo quest’anno, poiché proprio in piazzale Boscovich il prossimo 22 agosto Papa Leone XIV presiederà la celebrazione eucaristica durante la sua visita pastorale alla Diocesi di Rimini.
Durante il cammino si alterneranno canti, preghiere e invocazioni. Nell’Anno Giubilare Francescano sarà inoltre recitato il Rosario francescano, con una particolare intenzione per la pace, tema che continua a interrogare profondamente le coscienze dei credenti di fronte ai conflitti che attraversano il mondo.
“Il Corpus Domini è l’evento conclusivo diocesano dell’anno pastorale a Rimini”, spiega il vicario generale don Maurizio Fabbri. “Inizia con l’Eucaristia perché dall’Eucaristia si riaccende continuamente il fuoco della missione. È il sacramento che alimenta la vita della Chiesa e la spinge a uscire incontro alle persone, soprattutto a chi vive situazioni di fragilità, solitudine o bisogno”.
Parole che richiamano il significato profondo della festa del Corpus Domini: non una semplice manifestazione religiosa, ma la testimonianza pubblica di una fede che nasce dall’incontro con Cristo e si traduce in gesti concreti di fraternità, servizio e attenzione al bene comune.
A rivolgere un invito a tutta la comunità è lo stesso vescovo Anselmi: “Quest’anno vivremo il Corpus Domini in un contesto particolarmente ricco di significato. Siamo nell’Anno Giubilare Francescano e ci stiamo preparando ad accogliere Papa Leone XIV. Invito tutti a raccoglierci attorno alla Santissima Eucaristia e a chiedere al Dio della pace, della comunione e dell’unità di illuminare il mondo con il dono della pace”.
La processione si concluderà a piazzale Boscovich con la benedizione impartita dal Vescovo alla città di Rimini e all’intero territorio diocesano. Un gesto semplice ma carico di significato, che vuole affidare al Signore la vita delle comunità cristiane, delle famiglie, dei giovani e di tutte le persone che abitano questo territorio.
In un tempo segnato da tensioni internazionali, cambiamenti sociali e nuove sfide educative e culturali, il Corpus Domini si presenta così come un momento di unità e di speranza, nel quale la Chiesa riminese rinnova la consapevolezza che l’Eucaristia rimane la sorgente da cui nasce ogni autentico cammino di comunione e di missione.

