Nel discorso introduttivo al Consiglio permanente Cei (21-23 settembre), il cardinale presidente richiama l’invito di papa Leone XIV. Al centro dei lavori: il superamento di un’evangelizzazione astratta, la risposta alla crisi educativa e l’impegno per una “pace disarmata e disarmante”
Un forte richiamo a riscoprire l’essenziale e a liberarsi dalle rigidità per mettere al centro della vita ecclesiale l’annuncio del Vangelo. È la traiettoria tracciata dal cardinale presidente Matteo Zuppi nell’aprire i lavori del Consiglio episcopale permanente della Conferenza episcopale italiana, Cei, svoltosi a Roma dal 21 al 23 settembre 2026. Riprendendo le parole rivolte da papa Leone XIV all’Assemblea generale di maggio, Zuppi ha sollecitato i Vescovi e le diocesi italiane a farsi comunità “più libere di annunciare Cristo”, capaci di intercettare le domande reali delle persone e di tradurre la fede in scelte concrete.
Superare un annuncio astratto
La trasmissione della fede, hanno evidenziato i Vescovi raccogliendo la sollecitazione del card. Zuppi, rappresenta oggi una sfida fondamentale che interroga la Chiesa nel profondo. L’annuncio cristiano – come più volte ricordato dalla Chiesa negli ultimi anni – non può ridursi a una serie di concetti astratti o a un’adesione d’abitudine, ma deve nutrirsi di vicinanza, ascolto e presenza nella quotidianità. Dai percorsi di iniziazione cristiana al ruolo degli adulti, fino alla vita sacramentale delle famiglie, la Cei invita a riscoprire la sempre attuale dimensione della testimonianza e dell’accompagnamento spirituale, rimettendo al centro la corresponsabilità tra sacerdoti, consacrati e laici.
Pensiero critico ed emergenza educativa
Il discorso di apertura ha toccato da vicino anche la responsabilità pubblica e sociale della Chiesa. La nostra epoca storica, infatti, è caratterizzata da continue trasformazioni e linguaggi semplificati: Zuppi ha richiamato l’esigenza di alimentare un pensiero critico rigoroso, nel solco dell’eredità del cardinale Camillo Ruini e della sua visione di una “fede pensata e vissuta”.
Questo approccio si declina in primo luogo nel campo dell’educazione. Di fronte alle fragilità che colpiscono i più giovani, i Vescovi ribadiscono la necessità di una vera e propria alleanza tra famiglie, scuole e comunità cristiane. È in se stessa una sfida in cui anche le nuove opportunità tecnologiche e l’intelligenza artificiale vanno indirizzate al servizio della crescita umana, custodendo la centralità della relazione con gli insegnanti e la tutela del diritto allo studio.
Pace e tutela della dignità umana
Sullo sfondo del confronto non sono mancate le grandi questioni etiche e internazionali. Rilanciando il messaggio per una “pace disarmata e disarmante“, il cardinale Zuppi ha richiamato l’urgenza della diplomazia e del dialogo di fronte ai conflitti globali, cogliendo l’occasione del prossimo anniversario dello storico incontro interreligioso di Assisi. Sul fronte sociale ed etico, infine, la Cei ha riaffermato la contrarietà all’eutanasia e al suicidio assistito, chiedendo un maggiore impegno nella diffusione delle cure palliative per assicurare che nessuna persona fragile o al termine della vita sia lasciata nella solitudine.
Eugenio Savino

