Dai porti dell’Adriatico alle sponde dell’Oceano Indiano. Il progetto internazionale Circe, finanziato dall’Unione Europea con oltre 800mila euro nell’ambito di Horizon Europe – Marie Skłodowska-Curie e valutato con l’eccezionale punteggio di 99,4 su 100, prende avvio in queste settimane con una tappa a Spalato. A coordinare la ricerca è l’Università di Macerata, capofila di un consorzio che unisce atenei di Spagna, Croazia, Italia, Tunisia e Kenya, insieme a realtà culturali e artistiche dei territori coinvolti.
Tra i partner c’è Approdi, start-up con sede a Bellaria Igea Marina, fondata nel 2021 da Sergio Canneto e attiva nella ricerca, formazione e produzione audiovisiva.
Un coinvolgimento che porta Rimini e la Romagna dentro una rete accademica e culturale di respiro euro-africano.
Circe si concentra sul cosiddetto “patrimonio culturale controverso”: monumenti, opere, immagini e memorie legate a conflitti, dominazioni, rimozioni storiche. Un patrimonio che ancora oggi divide e interroga. Porti come Ravenna e Rimini, ma anche Spalato, Tunisi e Mombasa, diventano luoghi simbolo di stratificazioni, incontri e fratture tra mondi diversi.
Approdi avrà un ruolo centrale nella costruzione del linguaggio del progetto. Non solo ricerca teorica, ma un grande racconto audiovisivo che accompagnerà i quattro anni di lavoro e confluirà in un lungometraggio destinato alla circuitazione internazionale.
“Circe vuole trovare nuovi modi di guardare e raccontare il patrimonio controverso. – spiega Sergio Canneto – Non basta studiarlo nei libri: bisogna attraversare i luoghi, ascoltare le persone, restituire anche ciò che è stato rimosso, i silenzi, le assenze”.
Per Rimini significa entrare in un laboratorio internazionale che riflette anche sul proprio territorio. Il porto riminese, con le sue trasformazioni nei secoli, diventerà oggetto di studio e, dal 2027, Approdi ospiterà ricercatori stranieri chiamati a lavorare in Romagna. Un’occasione di scambio culturale e crescita per l’intera area.
“Per Bellaria Igea Marina è una sfida importante. – aggiunge Canneto – Dimostra che anche da qui si può generare ricerca di livello europeo. Vogliamo che la Romagna non sia solo scenario, ma protagonista di una nuova narrazione culturale”.
Il progetto prevede, oltre al film, un atlante tematico, un glossario multilingue e attività formative per operatori culturali e turistici. Un percorso che unisce università, artisti e imprese creative, e che passa anche da Rimini per interrogare il passato e costruire nuove chiavi di lettura del presente. (c.z.)

