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Cercare la luce nell’inferno

Saranno oltre 1.200 studenti delle scuole superiori della provincia di Rimini a riempire il Palaflaminio mercoledì 19 marzo per l’incontro dal titolo evocativo “Ciò che nell’inferno non è inferno”. L’iniziativa è promossa dall’Associazione culturale Il Portico del Vasaio, in collaborazione con la Consulta studentesca provinciale, e propone ai ragazzi una mattina di dialogo e riflessione su come guardare la realtà senza chiudere gli occhi davanti al male, ma senza nemmeno arrendersi ad esso.

Protagonisti dell’incontro saranno la scrittrice Silvia Avallone, autrice tra gli altri del romanzo Cuore Nero, e Matteo Severgnini, rettore della scuola Regina Mundi di Milano e promotore della mostra Profezie per la pace. Due percorsi diversi che convergono nello stesso sguardo: riconoscere le ferite del presente – guerre, violenze, conflitti – e allo stesso tempo scoprire quei segni di vita e di speranza che, come suggeriva Italo Calvino da cui è tratto il titolo dell’incontro, “non sono inferno”.

Avallone racconterà come la letteratura possa attraversare il male senza rimanerne prigioniera, mentre Severgnini porterà l’esperienza della mostra realizzata con studenti di tutta Italia, alla ricerca di storie di pace nate persino nei luoghi più segnati dai conflitti. La mostra arriverà anche a Rimini, dal 21 al 24 aprile negli spazi dell’ex cinema Astoria.

L’appuntamento si inserisce nel percorso che il Portico del Vasaio porta avanti da alcuni anni con i giovani del territorio. Nell’aprile 2023 organizzando, ad esempio, “Una giustizia che ricrea”, e nel gennaio del 2024, “Quando la vita ricomincia” (i cui contenuti possono essere visualizzati sul sito dell’associazione). Non un evento isolato, ma un invito a non cedere alla rassegnazione, cercando – dentro le contraddizioni del presente – quei punti di luce da cui può ripartire la speranza. (t.c.)