Il Ponte

Campus, novità e stranieri

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Il numero degli iscritti varia, e non di poco, durante l’anno ma il trend è significativo: la comunità studentesca riminese è in aumento costante negli ultimi anni. Si attesta su oltre 5.000 iscritti di media, ed è un unicum all’interno dell’Università di Bologna per via dell’alto numero di iscritti provenienti dall’estero: gli studenti internazionali si assestano intorno al 17% (compresi cittadini di San Marino) e 15,5% esclusi i cittadini dell’Antica Repubblica.

“Al di là del numero, anche in questo caso è interessante il trend di crescita costante da diversi anni”. A parlare è Alessia Mariotti, da pochi mesi eletta presidente del Campus di Rimini. Che anticipa a ilPonte alcune novità autunnali relative alla didattica: un nuovo curriculum in lingua inglese, e il dottorato di ricerca in “Sport, salute e benessere”.

Presidente Mariotti, quali motivi l’hanno portata alla candidatura, terminata con la recente elezione a presidente del Campus di Rimini?

“Ho iniziato la mia carriera accademica ormai quindici anni fa presso il Campus di Rimini. Ho sempre partecipato attivamente alla vita istituzionale e politica dell’ateneo e del Campus, come rappresentante dei ricercatori del Polo Scientifico e Didattico di Rimini prima della riforma, candidandomi nel 2013 come rappresentante area 11 al CUN, ricoprendo la carica di direttore del CAST – Centro di Studi Avanzati sul Turismo dal 2014 al 2018 e assumendo recentemente il coordinamento del corso di laurea internazionale Wellness: sport and health.

Appartenendo ad una disciplina trasversale come è la geografia economica, ho avuto la possibilità di insegnare in corsi di laurea di ambiti molto diversi fra loro: dalle scienze sociali, alle scienze umane, alle scienze motorie.

Questo mi ha consentito di acquisire, oltre che una considerevole flessibilità, anche una buona conoscenza (di almeno parte) delle molte anime che compongono l’amplissima offerta formativa della sede di Rimini.

Analogamente, la direzione del CAST mi ha consentito di conoscere più da vicino le dinamiche legate alle infrastrutture di sostegno alla ricerca scientifica e le sfide per il suo radicamento sulla sede. Come rappresentante di ateneo all’interno del ‘Protocollo Innovazione’ siglato con i portatori di interesse locali (Uni.

Rimini, Camera di Commercio, Confindustria, Agenzia del Piano Strategico, Fondazione Carim, ecc.) ho avuto la possibilità di comprendere l’importanza di un dialogo costante con gli attori del territorio, fondamentale per il trasferimento tecnologico, ma anche per garantire la qualità dei servizi agli studenti.

La mia candidatura si inserisce in un contesto a contorno articolato, in cui alla nuova governance di ateneo si affianca anche una nuova amministrazione comunale. Per la parte iniziale del mio mandato, cercherò quindi di garantire da un lato la continuità delle azioni di coordinamento interno e dall’altro di rappresentare al meglio le istanze della sede sia nei confronti dell’ateneo che del territorio.

Nonostante l’attuale configurazione istituzionale e statutaria non preveda per il Presidente ed il Consiglio di Campus la possibilità di agire al di là di una funzione di coordinamento e rappresentanza, sono convinta che il contributo positivo e lo spirito di collaborazione fra docenti e personale tecnico- amministrativo che caratterizzano la nostra sede, oltre al rapporto consolidato con Uni.Rimini e l’amministrazione comunale, consentano di dare peso e rilievo alla qualità della vita lavorativa e di studio della nostra comunità ed al suo ruolo nella costruzione del capitale culturale della città e del territorio.

In particolare, in continuità con quanto già avviato dal mio predecessore prof. Sergio Brasini nel corso degli ultimi due mandati, continuerò la stretta collaborazione con i presidenti degli altri campus per garantire standard omogenei per tutte le sedi dell’Ateneo, delle iniziative rivolte agli studenti e alle studentesse”.

Sono previste novità nella didattica per il prossimo anno accademico? Nuovi corsi?

Tutti i corsi già attivi sono stati confermati. La novità del prossimo anno accademico sarà l’atti-vazione di un nuovo curriculum in lingua inglese, denominato Financial and business management, all’interno del corso di laurea triennale in Economia dell’impresa.

Di nuova attivazione, presso il Dipartimento di Scienze per la qualità della vita, il dottorato di ricerca in «Sport, salute e benessere»”.

Quanto la pandemia comporta ancora difficoltà per l’Università? O i problemi causati dal Covid sono stati superati?

“L’università di Bologna non è mai andata ‘a scartamento ridotto’: si pensi che dopo una settimana dall’inizio della pandemia (primi di marzo 2020), l’86% dei corsi era già erogato online e i restanti sono stati attivati nelle settimane successive.

Sicuramente ci sono state difficoltà, ma credo che si sia reagito in maniera ottimale, adottando tutte le misure possibili per cercare di aiutare gli studenti, particolarmente quelli meno abbienti e geograficamente svantaggiati. In questi due anni, l’ateneo ha sostenuto ingenti investimenti tecnologici e mi piace pensare che da questa situazione negativa, si possa aver avuta una forte spinta per il processo di digitalizzazione che era già in atto.

Premesso tutto ciò, gli organi accademici hanno già deliberato, salvo che non intervengano misure più stringenti da parte del governo, che dal prossimo anno accademico le lezioni si terranno unicamente in presenza, fatte salve sperimentazioni specifiche decise dai singoli corsi di laurea”.

L’università in Riviera è presente ormai da molti anni. Molti Comuni, però, non sono rappresentati all’interno di Uni.Rimini. Sfiducia? Come giudica i rapporti tra Campus e territorio?

“Suggerisco di rivolgere questo quesito al presidente di Uni. Rimini Simone Badioli.

Detto questo, non solo il Campus ma tutte le sue singole componenti, siano esse a valenza didattica o di ricerca, hanno da sempre instaurato ottimi rapporti con il territorio riminese. Credo siamo già decollati da un pezzo, al più qualcuno può non essersene accorto”.

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