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 Rimini non pervenuta

Camera di Commercio della Romagna:
 Rimini non pervenuta

Ci sono due province, Rimini e Forlì-Cesena, con un apparato economico grosso modo equivalente, 34.500 le imprese attive nella prima e 35.200 nella seconda (2025), che producono un valore aggiunto (ricchezza) di 11.2 miliardi di euro Rimini e 14.1 miliardi Forlì-Cesena (2024), che in applicazione di una legge del 2016, perfezionata nel 2018, avente come scopo la riduzione dei costi via accorpamento, hanno unito le rispettive Camere di Commercio per formarne una unica che ha preso il nome di Camera di Commercio della Romagna (ma senza Ravenna rimasta autonoma). Operazione, in un paese dove domina un campanilismo, spesso autolesionista, verrebbe da dire lodevole. Ma se voi mettete insieme due economie quasi equivalenti vi attendereste una partecipazione paritaria alle attività dispiegate. Cosa che purtroppo non sta avvenendo. A Rimini, la Camera di Commercio della Romagna ha solo uffici amministrativi, a Forlì c’è il centro direzionale e decisionale, l’ufficio studi e il Cise (Centro per l’innovazione e lo sviluppo economico). Si potrebbe dire il “core business”. In virtù di una storia più antica, la Camera di Commercio di Rimini fu istituita dopo la nascita della provincia nel 1992 e di fatto nacque come costola di quella di Forlì, forse era inevitabile, ma non è una ragione sufficiente per essere ridotti al rango di comprimari. Un esempio di situazione da modificare è sicuramente la presentazione del Rapporto annuale dell’economia, occasione importante per fare il punto sullo stato dell’economia territoriale, che la Camera di Commercio della Romagna insiste nel mettere in calendario esclusivamente nella sua sede di Forlì, di fatto ammettendone la centralità, a scapito della seconda. In passato, quando era la Camera di Commercio di Rimini a presentare il suo Rapporto, si riempiva l’aula magna dell’Università ed era un momento significativo per condividere non solo numeri, ma valutazioni e riflessioni sull’andamento dell’economia provinciale. Ora questa opportunità, unica per partecipazione, è stata cancellata e non è un bene. La Camera di Commercio della Romagna ha molti meriti, a cominciare dai numeri che fornisce con regolarità e tempestività, per proseguire con studi importanti, allora non credo sia un problema se alcuni eventi e presentazioni, proprio per ampliare la partecipazione, se ne programmino due: a Forlì e Rimini. Oppure, nel caso questo non fosse possibile per ragioni di spesa, ma non credo, il suggerimento è di alternarle, un anno in un capoluogo, il successivo nell’altro.