Home Dizionario Biblico B come Beatitudine. La Bibbia dalla A alla Z

B come Beatitudine. La Bibbia dalla A alla Z

Beatitudine, cioè Felicità.
Dio non è solo Amore. È anche Felicità: parola di Gesù. Quando il Maestro di Nazaret inaugura la sua attività pubblica, non comincia la predicazione con una solenne citazione biblica, ma annuncia l’intervento definitivo di Dio nella storia, come re e salvatore. Non sfodera una erudita visione del mondo, né sbandiera un complicato complesso di verdetti religiosi e morali, ma si presenta come il messaggero di un avvenimento appena iniziato e tuttora in pieno, irreversibile corso. Il suo, più che un insegnamento, è un annuncio di vita nuova. Una sorprendente offerta di Felicità. Un contagioso, irrefrenabile grido di gioia: è arrivato finalmente il regno di Dio!
Ma chi sono i fortunati destinatari di questo regno? Gesù stesso lo spiega nel suo primo grande discorso, detto ‘della montagna’ (Matteo 5,3-10). È il brano delle nove beatitudini, nel quale per ben nove volte ritorna la parola Felicità: “Beati, cioè felici, i poveri che confidano solo in Dio. Felici coloro che piangono per il male che spopola nel mondo. Felici quelli che non sono violenti. Felici quanti bramano la giustizia evangelica. Felici i misericordiosi. Felici i puri di cuore. Felici gli operatori di pace. Felici i perseguitati per la giustizia. Felici voi quando vi perseguiteranno…”.
Ritorniamo sulle prime due beatitudini. I poveri sono dichiarati beati-felici, non perché diventeranno ricchi, non perché godranno una vita felice nell’altra vita, ma perché, se accolgono il regno di Dio, sono felici già in questa vita, poiché sperimentano la libertà dalla bramosia di possedere, dalla schiavitù del benessere, del potere e del successo.
“Il successo non riempie il cuore”, riconosceva Pippo Baudo a quanti lo andavano a visitare negli ultimi giorni di vita.
I poveri “in spirito”, ossia “davanti a Dio”, in fondo fanno come lo stesso Gesù, il quale, scrive san Paolo, “da ricco che era, si è fatto povero per noi, per arricchirci con la sua povertà” (2Corinzi 8,9). Mamma mia, ma come mi può arricchire uno che si è fatto povero per poi farmi diventare ricco con la sua povertà!?
Ancora più spiazzante la seconda beatitudine: “Felici gli infelici”! Sì, Dio non si chiama solo Amore. Si chiama anche Felicità, perché non ama il dolore che attanaglia i suoi figli, ma ama i suoi figli attanagliati dal dolore. Così la fede riesce a dare senso anche a ciò che umanamente appare senza senso…