Rimini vive le ore dell’attesa. Oggi il concerto riservato al Blasco Fan Club, domani la data zero del nuovo tour di Vasco Rossi allo Stadio Romeo Neri.
La città si prepara ad accogliere ancora una volta il rocker di Zocca, che in questi giorni è diventato presenza viva tra il mare, il porto, gli alberghi e le strade riminesi. E proprio da Rimini arrivano due testimonianze particolari: due lettere, due racconti, due modi diversi di vivere il legame con Vasco.
C’è chi affida alle parole una vera e propria dichiarazione d’amore artistica ed esistenziale, e chi invece intreccia memoria, fede e coincidenze attorno alla figura di Sant’Antonio. Due storie accomunate da una passione autentica, quella di chi sente le canzoni di Vasco come parte della propria vita.
Di seguito le lettere integrali.
LETTERA D’AMORE PER VASCO
di Enrico Moscatelli
“Caro Vasco,
sono un tuo grande fan riminese, uno dei tanti che non ti hai mai incontrato di persona, ma che è come se ti conoscesse da sempre attraverso le tue canzoni.
Il destino “crudele e splendido” non ci ha mai fatto incontrare, ma volevo dirti che da quando sei arrivato, in poco tempo, la tua presenza ha cambiato il clima generale, il termometro sale, non solo per il “grande sole”, ma nell’attesa del tuo concerto.
È una sensazione di festa, che anticipa l’estate, che solo chi è un tuo fan e che ti ama profondamente riesce a cogliere fino in fondo.
C’è per così dire un’atmosfera “leopardiana” che a tratti ricorda la celebre poesia “Il sabato del villaggio”.
È l’attesa della festa a rendere speciali le nostre giornate riminesi; sono gli istanti vissuti intensamente, quelli che ci separano dal tuo concerto, che diventano già di per sé un evento, capaci di rendere il tutto così unico e speciale.
Ogni giorno ci stai facendo compagnia con le tue canzoni che si diffondono nell’aria e che il vento dell’estate trasporta da un luogo all’altro, dal mare alla collina. Ogni giorno è una scommessa capire quale canzone state provando dallo stadio, sperando che in scaletta ci sia la propria preferita, anche se è difficile scegliere.
E poi c’è l’abbraccio della gente che ti incontra e che ti aspetta appostata per chiederti un selfie, un autografo, una fotografia con il proprio bambino, o anche un semplice saluto.
Credo che questo abbraccio faccia tanto bene anche a te, che sai cos’è la solitudine che nasce dalla celebrità.
Citando Lucio Battisti, c’è sempre bisogno di una “sconosciuta compagnia” che ci riscaldi il cuore.
T’immagino adesso, mentre fissi il mare all’orizzonte dalla camera del tuo amato Grand Hotel Rimini, con quei tuoi grandi occhi azzurri, da eterno bambino, sempre alla ricerca di nuove sfide e di altri progetti per cercare di dare un senso a questa vita.
Chissà che cosa stai pensando! Quale grande sogno starai sognando!
So solo che tu sei il Fellini della musica, uno che con una frase è capace di farti immaginare la scena di un film e con una nota te la fa vivere, come solo un genio sa fare.
Cos’altro dirti se non un immenso grazie!
Sono sicuro che ci incontreremo “dentro una canzone” che canterai, anzi che canteremo, insieme a tutta la città, con una sola voce.”
Enrico Moscatelli
IL “TERZO MIRACOLO” DI SANT’ANTONIO?
Il racconto di Giuseppe Mazzotti
Giuseppe Mazzotti racconta invece un incontro avvenuto lunedì scorso, a mezzogiorno, presso la stele di Sant’Antonio a Rimini (nella foto).
“Ho reincontrato Vasco in bici con due suoi guardaspalle presso la nostra stele di Sant’Antonio. Mi sono accodato fino al Rock Island e appena ci siamo fermati gli ho consegnato questo scritto, dandogli una pacca sulla spalla”.
Nel testo consegnato al rocker, Mazzotti collega una serie di episodi e immagini legate a Sant’Antonio:
‘Carissimo Vasco, in occasione del tuo ritorno a Rimini, il mio pensiero corre all’incontro che ho avuto con te presso la stele di Sant’Antonio il 25 giugno del 2021 e, dopo qualche mese, apprendere che la foto di copertina del tuo dvd “Siamo qui” ti vede sdraiato sul tratto di strada deserta nel Bolognese, tra Sant’Antonio di Medicina e Campotto.
Per non parlare del video ufficiale che hai realizzato subito dopo in Puglia, dove percorri a piedi il ponte della ferrovia dismesso nel tratto tra Gioia del Colle e Rocchetta Sant’Antonio.
Coincidenze? Potrebbe essere il racconto di un terzo miracolo di Sant’Antonio da Padova, compiuto a Rimini, dopo la predica ai pesci e il miracolo eucaristico della mula…’.
Un racconto ironico e affettuoso, che intreccia musica, fede popolare e simboli cari alla tradizione riminese, mentre la città si prepara a cantare ancora una volta insieme al suo Komandante.

