Questa estate il Comune di Rimini insieme all’Istituto ‘Marco Polo’ ha stimolato la creazione di un progetto legato alla storia della città, in particolare della sua dimensione turistica, al fine di raccontarla alle nuove generazioni, attraverso i giovani stessi
Ne è nato “Onde di Storia”, quattro episodi che ricostruiscono altrettante sfaccettature dell’argomento. Lo strumento utilizzato: il podcast, in cui gli stessi studenti sono stati i protagonisti. Può questo strumento avvicinare due mondi spesso considerati molto distanti, ossia i giovani e la storia locale?
Rimini continua ad impegnarsi nel percorso Public History, portando avanti il racconto e la valorizzazione della storia della città attraverso iniziative culturali che uniscono memoria e innovazione per coinvolgere i giovani e la cittadinanza.
Vivere una città significa infatti anche conoscerne la storia e lo sviluppo e per questo Rimini, durante l’estate, ha ideato il progetto “Onde di Storia: un viaggio nel turismo balneare riminese”, un podcast di quattro episodi realizzato dalla classe III C dell’Istituto Tecnico per il Turismo “Marco Polo”.
Le città della Riviera romagnola colorano l’estate di tanti italiani e turisti provenienti dall’estero ormai da tempo e tra queste non si può non nominare la nostra Rimini. Ma il turismo balneare riminese ha una nascita e un’evoluzione ben precisa e i quattro episodi raccontano proprio questa storia. Gli studenti hanno potuto realizzare il podcast (prima parte di un percorso triennale di Formazione-Scuola Lavoro) partendo dallo studio di documenti e fotografie conservati dalla Biblioteca Gambalunga, ed è proprio sul sito ufficiale della biblioteca riminese che si possono trovare e ascoltare gli episodi.
Quattro puntate, un secolo di storia
I quattro episodi che compongono il progetto sono tutti dedicati a un aspetto diverso della storia balneare riminese.
Il primo episodio “Rimini… cominciò tutto così”, accompagna gli ascoltatori alle origini del turismo nella città e alla nascita delle prime forme di accoglienza sulla costa.
Il secondo “Rimini, da città di mare a capitale del divertimento”, racconta l’evoluzione dell’immagine di Rimini e la progressiva crescita della propria vocazione turistica. In questo episodio la città è dipinta come una destinazione non soltanto marittima ma anche legata al divertimento e all’intrattenimento.
Il terzo episodio “Dal pigiama al bikini. 100 anni di moda in spiaggia”, guarda invece ai cambiamenti del costume e delle abitudini. La spiaggia diventa così uno specchio della società: attraverso l’abbigliamento è possibile osservare le trasformazioni culturali che hanno accompagnato un secolo di turismo. Infine: “Salvare la spiaggia e il suo mare: un secolo di sfide” ci proietta nuovamente verso il presente affrontando il tema della sostenibilità. La storia del turismo viene messa in relazione con la necessità di proteggere il mare e la costa, mostrando come la tutela dell’ambiente sia una condizione fondamentale per il futuro del turismo stesso.
L’impatto sui giovani
Un’iniziativa di questo tipo porta inevitabilmente a riflettere sul senso profondo della valorizzazione storica locale, aprendo un dibattito fondamentale: progetti simili riescono davvero ad avvicinare le nuove generazioni alla memoria della propria città, o rischiano di rimanere esperienze isolate? Lo abbiamo chiesto a Marco ed Elisabetta, due giovani studenti riminesi.
“Da un lato, appare evidente l’efficacia della scelta del format: tradurre la storia del territorio nel linguaggio del podcast e della multimedialità si rivela una strategia vincente per colmare la distanza, spesso percepita come incolmabile, tra i giovani e il patrimonio storico. – è la loro riflessione – L’ascolto delle vicende raccontate direttamente dalla voce degli studenti, unitamente alla scoperta di come le fotografie dell’archivio Gambalunga possano prendere vita, restituisce una dimensione dinamica e perfettamente in linea con le moderne modalità di fruizione dei contenuti. La Public History cessa così di essere un concetto puramente teorico per trasformarsi in uno strumento concreto di identità e appartenenza”.
Dall’altro lato, sorge una riflessione più critica legata alla reale portata e diffusione del progetto. “In un panorama digitale dominato da piattaforme social e da una fruizione sempre più rapida e frammentata, esiste il rischio che un prodotto culturale così articolato, pur nella sua ottima fattura, fatichi a travalicare il contesto scolastico o la nicchia degli addetti ai lavori per raggiungere un pubblico giovanile più vasto. – sono le perplessità dei due ragazzi – La vera sfida, di conseguenza, non si esaurisce nella sola realizzazione dei contenuti, ma risiede nella capacità di distribuirli attraverso i canali comunemente frequentati dai giovani”.
In conclusione, il valore principale di “Onde di Storia” risiede nell’aver ribaltato le dinamiche tradizionali: gli studenti non sono stati semplici fruitori passivi, ma si sono trasformati in creatori e divulgatori della storia della propria città. Un esperimento sul campo che dimostra come il legame con Rimini possa rinnovarsi continuamente, offrendo un modello virtuosamente replicabile da altre realtà del territorio, soprattutto giovanili.
Antonella Astolfi
Irene Muccioli
Fabiana Conti

