Home Ricchezza & povertà Quando vi diranno che non ci sono i soldi

Quando vi diranno che non ci sono i soldi

Siamo di fronte a un tragico paradosso: la ricchezza si va sempre più concentrando, nel mondo e in Italia, verso chi paga meno tasse di un operaio o di un pensionato, pur avendo diritto ad accedere agli stessi servizi pubblici come sanità, scuole, rete di comunicazione, sicurezza, difesa, ecc., che hanno contribuito a finanziare solo in percentuali irrisorie. Oltre la metà dei redditi prodotti in Italia, in particolare quelli da capitale, sfuggono alla tassazione progressiva, quando non eludono qualsiasi tassazione, come prevede la Costituzione. La tassazione progressiva dei redditi e delle proprietà, inoltre, non è un’invenzione della nostra Costituzione, ma risale addirittura ai primi anni del Novecento. Ogni riforma orientata ad una maggiore giustizia sociale, quella fiscale è tra queste, non troverà mai un consenso unanime. Chi sarà colpito, magari dovendo rinunciare a somme che inciderebbero poco o per nulla sul proprio stile di vita, protesterà e mobiliterà tutti i mezzi a sua disposizione, giornali e media compresi, per opporsi. Ma un Governo deve rispondere alla maggioranza, a partire dai più deboli, ed offrire condizioni di vita dignitose a tutti. Quindi, quando il Governo di turno vi vorrà far credere che non ci sono risorse per avere più asili, scuole più accoglienti e fresche viste le temperature, un sistema sanitario pubblico più efficiente, case per chi non può permettersi prezzi di mercato, un sostegno ai tanti giovani costretti ad emigrare per mancanza di opportunità, affrontare il cambiamento climatico, ecc., prima di credergli chiedetevi se ha chiesto qualcosa ai più ricchi, come pagare le tasse per lo meno alla pari di un lavoratore dipendente e pensionato. Se questo non è avvenuto e non è nelle previsioni, allora sta mentendo. Difendendo privilegi di caste particolari a scapito della maggioranza. Perchè, ci ricorda Joseph E. Stiglitz, premio Nobel per l’economia in un recente articolo su Avvenire, la disuguaglianza è la conseguenza diretta di scelte politiche in materia di tassazione, oltre al mercato del lavoro, agli investimenti pubblici e alle regole che governano le nostre economie. E non è un caso, prosegue, se di tutta la ricchezza creata dal 2000, il 41% è andato all’1% più ricco della popolazione mondiale, mentre alla metà più povera dell’umanità è andato appena l’1%