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Trenta candeline per ilPonte online, un’avventura che continua a crescere

Trent’anni fa era “il fratello piccolo”. Oggi è una parte irrinunciabile della famiglia de ilPonte

Era il 7 ottobre 1996 quando ilPonte ha iniziato i primi passi online. Era un lunedì e nella pprima pagina del settimanale datato alla domenica subito precedente, presentavamo ai lettori una novità che allora aveva qualcosa di pionieristico. “È un nuovo giornale. Non lo si compra in edicola, ma lo si legge gratuitamente senza muoversi di casa. Basta avere un computer ed essere allacciati ad Internet”.

Internet era ancora un territorio in gran parte inesplorato. Il web muoveva i suoi primi passi (nel mondo, non solo a Rimini) e anche per una realtà editoriale come ilPonte affacciarsi in rete significava sperimentare, imparare, verificare. Lo scrivevamo con grande chiarezza in quell’articolo di lancio. “I primi mesi saranno naturalmente di assestamento e di verifica, sperimentali in tutti i sensi, volti alla scoperta delle grandi ed inesplorate possibilità del nuovo mezzo”.

E poi c’era una promessa: quella di costruire “un dialogo continuo” con i lettori.

Trent’anni dopo possiamo dire che quella nuova avventura non solo è continuata: è cresciuta ben oltre le aspettative di allora.

Il sito de ilPonte è diventato negli anni una vera piattaforma informativa, capace di accompagnare la vita della diocesi e del territorio, raccontando le comunità, le persone, le iniziative, il vescovo e tutto ciò che accade nella Chiesa riminese. Ma anche raccontando Rimini, la Romagna e il mondo, con una proposta informativa che nel tempo si è ampliata e diversificata.

Accanto alle notizie locali hanno trovato spazio le informazioni nazionali e internazionali, grazie anche alle collaborazioni con Italpress e con il Sir, consentendo ai lettori di avere un aggiornamento costante sui principali avvenimenti.

E il sito non è diventato soltanto un luogo dove leggere notizie.

Si è arricchito con una sezione dedicata ai libri editi da ilPonte, diventando anche una vetrina per le pubblicazioni della nostra casa editrice, curata da Paolo Guiducci.

Sono arrivati gli inserti, a partire da ilPonteGiovani, diretto da Simone Santini, nato per dare voce alle nuove generazioni. Una redazione nata per ascoltare i giovani dopo l’assemblea diocesana ‘Chesa e giovani’, composta esclusivamente da under 30, che scelgono autonomamente gli argomenti da affrontare e scrivono i propri articoli con il supporto e il coordinamento della redazione. Un modo concreto per raccontare attualità, cultura, società e territorio dal punto di vista dei giovani, affrontando temi come volontariato, lavoro, futuro, scuola e iniziative locali.

E poi Tre TuttoRomagnaEconomia, diretto da Primo Silvestri, dedicato all’economia del territorio: il sistema produttivo, il lavoro, il turismo, il commercio, l’edilizia, le dinamiche finanziarie e sociali della provincia di Rimini e della Romagna.

A questa ricchezza si sono aggiunte nel tempo le rubriche dei nostri editorialisti, diventate appuntamenti riconoscibili e attesi.

C’è Caffè Scorretto di Maurizio Ceccarini, con il suo sguardo personale, ironico e pungente sulla vita cittadina, la politica locale, la cronaca, lo sport e il costume della Riviera.

C’è Cinecittà di Paolo Pagliarani, spazio di schede critiche, commenti e approfondimenti dedicati al cinema, dalle pellicole appena uscite nelle sale alle produzioni disponibili in streaming.

C’è l’Osservatorio Musicale di Giulia Vannoni, che attraversa la musica classica, l’opera lirica, i concerti, i festival e le produzioni contemporanee, con recensioni e analisi di spettacoli e appuntamenti musicali.

E c’è Il Cartellino Sportivo, un’idea di Beppe Autuori, che per anni ne ha curato la rubrica con il suo stile inconfondibile. ilPonte continua oggi a proporla con riconoscenza e nel suo ricordo, affidandola alla firma di Francesco Barone. I cartellini “azzurri” e “rossi” continuano così a raccontare, con ironia e attenzione, vittorie, traguardi, medaglie e buone pratiche, ma anche episodi negativi, polemiche e criticità dello sport riminese.

E poi c’è il giornale. Quello di carta.

Perché l’avventura digitale de ilPonte non ha mai significato rinunciare alla sua storia. Anzi, ha significato trovare nuovi modi per conservarla e portarla ai lettori.

Dal 2014, la home page del Ponte ospita anche il collegamento diretto con la app ilPonte Più, grazie alla quale è possibile sfogliare online, per gli abbonati, anche la replica digitale dell’edizione cartacea: dal computer, dal tablet e dal telefonino. Una possibilità importante, che consente di avere sempre con sé il settimanale, pagina dopo pagina, mantenendo l’esperienza del giornale stampato anche dentro il mondo digitale.

Ma c’è un passo ancora più importante compiuto proprio nell’ultimo anno.

Nell’edizione digitale abbiamo iniziato a rendere disponibili tutte le edizioni del settimanale cartaceo conservate nel nostro archivio, a partire da quel primo numero del Natale del 1976. Un patrimonio enorme di storia, cronaca, vita ecclesiale, sociale e civile che oggi può essere consultato e sfogliato online.

Sono decenni di Rimini raccontati attraverso le pagine de ilPonte: le persone, le comunità, gli avvenimenti, i cambiamenti della città e della diocesi, le trasformazioni sociali ed economiche, le storie che hanno segnato una comunità.

Non è soltanto un archivio giornalistico. È un pezzo della memoria collettiva riminese, che la tecnologia ci permette oggi di conservare, valorizzare e rendere accessibile a tutti.

Un patrimonio che appartiene a ilPonte, ma che soprattutto appartiene alla città, alla diocesi e alla comunità riminese. Perché quelle pagine, nate per raccontare il presente, sono diventate con il passare degli anni anche una preziosa testimonianza della nostra storia.

È una sorta di ponte, appunto, tra due mondi: quello della carta, che rappresenta le fondamenta del passato, e quello digitale, che rappresenta una parte sempre più importante del nostro presente. Un ponte che oggi guarda contemporaneamente al futuro e alle radici, permettendo di leggere ciò che accade e, nello stesso tempo, di tornare indietro nel tempo per capire da dove veniamo.

In questi trent’anni è cambiata la tecnologia, sono cambiati i modi di informarsi, sono cambiate le abitudini dei lettori. È cambiato persino il significato della parola “online”. Nel 1996 significava avere un computer, un collegamento a Internet e la pazienza di aspettare che una pagina si caricasse. Oggi significa poter leggere una notizia mentre accade, dal telefono, ovunque ci si trovi.

Ma una cosa non è cambiata: la necessità di raccontare, guardare, giudicare.

Raccontare una diocesi fatta di comunità e persone. Raccontare il territorio e le sue trasformazioni. Dare voce ai giovani. Osservare l’economia. Raccontare lo sport, la cultura, il cinema, la musica. Informare su ciò che accade in Italia e nel mondo. E continuare a farlo con lo sguardo e la responsabilità di un giornale che ha una storia, una comunità di riferimento e un’identità precisa.

Trent’anni fa concludevamo il nostro annuncio con poche parole: “Una nuova avventura incomincia”.

Oggi, guardando quella frase, viene spontaneo sorridere. Perché quella che allora chiamavamo “nuova avventura” è diventata un viaggio lungo trent’anni.

E soprattutto non è ancora finito.

Buon compleanno, ilPonte online.