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Sogno di mezza estate

Sappiamo che il “personaggio” era il suo collega e amico Bernacca ma, caro colonnello Baroni, ci tengo a dirle che io sono sempre stato un suo grande fan. Un po’ perché mi ricordava fisicamente mio nonno che se n’è andato quand’ero piccolo, ma soprattutto per quel suo sapere essere allo stesso tempo pacato, garbato e autorevole. La ammiravo ancor prima di conoscere per intero il suo curriculum scientifico e militare, e ancor prima di sapere che fu anche internato nei lager nazisti.
Sa, caro colonnello: in questi giorni ho avuto il sogno ricorrente di poter rivedere soltanto per una sera, all’ora di cena, lei e Bernacca di nuovo in tv a spiegare quei due o tre concetti base che basterebbero per evitare di dire scemenze su quanto sta accadendo al meteo. A uso di quei tanti adulti mancati pendenti dalle labbra degli imbonitori del web pronti a dire quello che qualsiasi bambino di tre anni vorrebbe sentirsi dire davanti a un problema complesso: non è vero. Giusto due o tre concetti spiegati con la vostra signorile chiarezza e garbata rigorosità da uomini dell’esercito. Una sera soltanto e poi quando vi congedereste io, per quanto all’epoca obiettore di coscienza poco affascinato dalla divisa, sarei lì a salutarvi sull’attenti.