
L’obiettivo è chiaro: la prima grande mostra estiva dei Palazzi dell’Arte di Rimini segna un ulteriore passo concreto nel percorso di trasformazione di questo spazio in un luogo non solo riconoscibile – risultato già di per sé significativo – ma anche vivo e vissuto dalla città.”Un luogo della cultura non si costruisce in un sol giorno, ma mostra dopo mostra, iniziativa dopo iniziativa, facendo venire voglia ai riminesi di viverlo”, sottolinea l’assessore alla Cultura Michele Lari.
“Estate contemporanea” è la cornice entro cui si inseriscono due mostre che condividono uno stesso sguardo: l’estate non soltanto come stagione, ma come spazio di incontri, relazioni, stati d’animo ed emozioni, anche sospese, stranianti e a tratti malinconiche, come quelle evocate da Luca Giovagnoli in Summer Dream.
L’artista riminese, affermato a livello internazionale, torna a esporre nella sua città dopo 21 anni con una mostra più ampia del passato: una quarantina di opere tra grandi tele e lavori di piccolo formato. Le sue immagini avvolgono lo spettatore con campiture ampie, colori intensi e inquadrature sospese.
“Ogni quadro rappresenta il fotogramma di un film interrotto un istante prima dell’evento decisivo”, spiega la curatrice Valentina Ciarallo. Fotogrammi attraversati da una malinconia che non è nostalgia triste, ma “un passato piacevolmente custodito e ricordato”, come afferma lo stesso artista. In nessuna opera il paesaggio di Rimini è riconoscibile in modo diretto, eppure è presente ovunque: “È il mio sguardo, la mia pelle”. Lo si ritrova nel tuffatore di The Trampolin come nelle figure femminili sulla spiaggia, tra costumi retrò e grandi occhiali.
In Summer Dream ritornano i nuclei centrali della ricerca di Giovagnoli: mare, spiaggia, cinema, scarpe femminili ed eros. “Una pittura densa e movimentata”, la definisce il direttore dei Musei di Rimini Alessandro Giovanardi. L’universo visivo dell’artista dialoga anche con l’immaginario felliniano, tra nasi da clown, richiami a Pinocchio, ciuffi senza fine e quattro figure che evocano I vitelloni.
Accanto a questa proposta, Sailing to Byzantium. 6 Artists from New York, a cura di Richard Milazzo, già presentata a Venezia a Palazzo Tito, completa il percorso estivo dei Palazzi dell’Arte tra fantasia, sperimentazione e immaginario pop.
Il progetto, realizzato in collaborazione con Fabjbasaglia Contemporary Prints di Giovanni Tiboni, riunisce oltre sessanta stampe di sei artisti – Donald Baechler, Ross Bleckner, Peter Halley, Vik Muniz, Peter Nagy e Walter Robinson – componendo un viaggio nella scena newyorkese degli anni Ottanta.
Le tecniche incisorie e di stampa, dall’acquaforte alla serigrafia fino al collage e alla stampa digitale, danno vita a un grande laboratorio di visioni, su superfici di forte impatto estetico.
“Le mostre Summer Dream e Sailing to Byzantium dimostrano, ognuna a modo proprio, come l’arte viva nell’incanto di una giovinezza senza tempo – sottolinea Alessandro Giovanardi – in un luogo privilegiato che, come dice Yeats, «non è un paese per vecchi»”.
Paolo Guiducci
