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Misano riflette sulla fragilità

Conosci te stesso è il titolo della rassegna filosofica che anima l’estate di Misano Adriatico dal 25 al 27 giugno. Il tema al centro del dibattito è quello della fragilità e come di consueto la regia è affidata a Gustavo Cecchini, con la promozione del Comune, in collaborazione con la Biblioteca e con il sostegno di Gruppo Hera, Romagna Acqua e RivieraBanca.

Il presente che faticosamente viviamo non lascia scampo: i mutamenti, soprattutto quelli tecnologici e digitali, sono così rapidi che travolgono tutto. Ogni ambito è precipitato nella liquidità. Il consumismo è allo stesso tempo ciò che muove e ciò che inceppa ogni cosa.

Dunque la domanda fondamentale è la seguente: la precarietà è uno scenario a cui arrendersi oppure può rappresentare un’opportunità per gli esseri umani?
Detto in altre parole: siamo condannati alle nostre solitudini e alle nostre illusorie distrazioni oppure possiamo ritrovare un centro di gravità?

La rassegna propone tre appuntamenti itineranti tra la suggestiva cornice di Portoverde (Piazza Colombo) e il giardino della Biblioteca di Misano (via Rossini, 7), con alcune delle voci più autorevoli della cultura odierna.
Si parte giovedì 25 giugno a Portoverde con Franco Arminio, che terrà una lectio intitolata La grazia della fragilità. Per il poeta si tratta di una condizione essenziale e universale. Essere fragili non vuol dire essere deboli ma riscoprirsi autentici. Occorre avere coraggio per mostrarsi vulnerabili agli occhi degli altri, a maggior ragione in una società che promuove la competizione e l’individualismo. Eppure Arminio ci ricorda che solo accettando la nostra fragilità potremo vivere emozioni e relazioni più vere e profonde.
Venerdì 26 giugno si prosegue sempre a Portoverde con Vera Gheno. Con il suo intervento Per fortuna sono fragile, la saggista affronterà il rapporto tra la performance e l’errore. In questo scenario le parole possono aiutarci a scendere a patti con le nostre parti rotte, per scoprire che le nostre relazioni spesso si costruiscono proprio a partire dai fantasmi e dalle parti oscure che portiamo dentro.
La rassegna si conclude sabato 27 giugno nel giardino della Biblioteca con Michela Marzano e la sua lectio Fragili insieme: adulti e adolescenti?. La filosofa e scrittrice dedicherà il suo spazio alle difficoltà delle nuove generazioni e al rapporto tra disagio giovanile e fragilità del mondo adulto.

Sono sempre di più i ragazzi e le ragazze che non sanno come riempire il vuoto che sentono dentro: non hanno punti di riferimento, temono di non avere futuro e soprattutto si sentono giudicati e giudicate da coloro che dovrebbero invece riconoscerli per ciò che sono. I figli spesso sono un riflesso del malessere dei grandi. Gli adulti dovrebbero capire che per aiutare i giovani l’unica strada da percorrere è quella di tornare ad essere esempi di vita.
Si vive aspirando all’eccellenza o addirittura alla perfezione ma la vita non è niente di tutto questo perché è fatta di mancanze e di fragilità. Solo attraverso queste crepe può passare la luce del desiderio e della creatività.
Tommaso Mazzuca