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DALLE CENERI, UN’ALTERNATIVA

Come una sorta di Fenice, un progetto trasforma le edicole chiuse, simbolo della crisi dell’editoria, in vere e proprie prime pagine di giornali, dai contenuti che sicuramente non lasciano indifferenti. Accade a Napoli, dove un collettivo di giovani ha deciso di dare vita a Liberi Edizioni, iniziativa artistico-culturale che utilizza le saracinesche abbassate delle edicole ormai in disuso della città come vere e proprie tele bianche su cui realizzare installazioni temporanee che raffigurano delle fittizie aperture di quotidiani, con notizie su temi delicati o considerati particolarmente scomodi. Lo scopo è duplice e dal forte impatto simbolico: riportare le edicole a essere luoghi cardine dell’informazione intesa come servizio di prossimità, facendole rinascere dalle loro stesse ceneri e creare dibattito senza filtri o censure, in uno spazio di controinformazione che parte dal basso. Un’iniziativa che colpisce in modo particolare, perché emblematica del modo con cui l’attivismo giovanile oggi si esprime: arte, creatività, approccio non-violento e desiderio di non accettare acriticamente la narrazione dominante. Non necessariamente per contrastarla, ma creando le condizioni per un confronto, sempre più raro in epoca social, che sia aperto a tutta la comunità.

E funziona. Nel tempo il progetto ha coinvolto sempre più artisti, attivisti e anche giornalisti, espandendosi in altre città italiane, come Milano, e addirittura all’estero, segno di una rete motivata e ben strutturata, coinvolgendo edicole in capitali europee come Berlino e Londra. Realtà giovanili diverse, ma evidentemente accomunate da un atteggiamento di profonda critica verso il sistema informativo-mediatico tradizionale. Lo stesso nome del progetto ne è la prova: a livello grafico Liberi è raffigurato con lo stesso logo del quotidiano ‘Libero’. “Ci ha sempre infastidito l’appropriazione della parola ‘libertà’ da parte di una testata che, nei fatti, spesso la osteggia”, spiega Nicola Angrisano, nome collettivo con cui si identificano gli attivisti. Una scelta che è manifesto: se l’alternativa non c’è la creiamo noi. Alla faccia dei giovani pigri, indifferenti e passivi.