A due passi da Rimini, appena una manciata di chilometri lungo la litorale romagnolo, il cielo di primavera si preparerà a trasformarsi in un gigantesco mosaico in movimento. Dal 23 aprile al 3 maggio 2026 volerà infatti a Cervia ARTEVENTO – Festival Internazionale dell’Aquilone, il festival degli aquiloni più longevo del mondo: undici giorni di spettacolo fra mare, saline e pineta, in quello che assomiglia a un sogno ad occhi aperti sospeso tra terra e cielo.
I numeri raccontano già da soli la grandezza dell’evento: 200 maestri del vento provenienti da 50 Paesi, spettacoli dal mattino alla sera, laboratori, mostre, musica, danza, teatro fisico, puppetry e circo contemporaneo. La spiaggia di Pinarella diventerà ancora una volta un enorme palcoscenico a cielo aperto dove gli aquiloni sembreranno creature vive: draghi marini, balene volanti, uccelli fantastici, angeli di stoffa e figure poetiche sospese sopra l’Adriatico.
Ma la 46ª edizione di ARTEVENTO avrà soprattutto un’anima spirituale. Il festival sarà infatti dedicato agli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi. “Fratello vento” è il titolo scelto per questa edizione speciale, un richiamo diretto al Cantico delle Creature e alla fraternità universale predicata dal santo di Assisi.

Gli aquiloni, allora, qui non sono soltanto giochi. Diventano parabole leggere. Preghiere di carta affidate al vento. Segni di pace in un tempo inquieto. Non a caso il festival ospiterà una tappa simbolica del Giro d’Italia per la Pace e una giornata dedicata a Flavio Lotti, storico promotore della marcia Perugia-Assisi.
Fra le grandi novità del 2026 nascerà anche la Flying Circus Arena, nuovo spazio performativo creato dal SIC – Stabile di Innovazione Circense insieme ad ATER Fondazione e ARTEVENTO: una sorta di circo poetico sulla spiaggia, dove acrobati, giocolieri e artisti dialogheranno con il vento e con lo stupore del pubblico.
L’edizione 2026 sarà inoltre dedicata alla memoria di Peter Lynn, il visionario inventore del soft kite tridimensionale, scomparso nell’aprile scorso. Fu lui stesso a definire Cervia “non il festival più grande del mondo, ma di gran lunga il più divertente”.
Fra gli omaggi culturali ci saranno anche il centenario del Nobel a Grazia Deledda, i 160 anni di relazioni fra Italia e Giappone e i 40 anni del gemellaggio fra Emilia-Romagna e la prefettura di Ibaraki.
E così, per undici giorni, a pochi minuti da Rimini, il cielo tornerà a parlare il linguaggio dello stupore.

