Fino a cinque anni fa la fiera Key Energy era una sezione di Ecomondo.
Oggi non solo funziona come fiera per conto suo ma è già entrata nel club delle “super fiere”: nella classificazione del cittadino riminese, quelle che intasano il traffico e che fino a qualche anno fa erano solo tre o quattro. Anche Beer & Food Attraction, che ha risollevato l’esperienza della vecchia fiera della birra, comincia a farsi sentire negli orari di entrata e uscita. Ci sono poi fiere ancora piccole, come Pescare Show, che al secondo anno sono raddoppiate rispetto al primo. E intanto parte l’iter per aggiungere altri padiglioni alla fiera che per certi eventi comincia a essere stretta. A fronte di questa velocità di sviluppo galoppante, le possibili alternative sono un pochino bradipe. Il casello A14 è ancora alla fase del parliamone, vediamo, chissà. Il prolungamento del Metromare, che finalmente si era pure deciso dove farlo passare, è ancora in stallo. E, laddove si dovesse davvero partire, sono opere che non si fanno in pochi mesi. Non vorrei sembrare catastrofista ma di questo passo si rischia che i giorni “rossi” sulle strade da sporadici diventino abituali. Prevengo la risposta, che mica vivo su Marte: se la fiera lavora c’è una ricaduta economica consistente per il territorio, soprattutto per gli alberghi tanto più ora che l’estate si infiacchisce. Ma se vogliamo vederla in termini puramente economici, chi sta fermo in coda non produce, inquina, accumula stress (che direttamente o meno poi ricade sul sistema sanitario, non lo dico io). E non consuma, a parte la benzina, facendo lucrare chi non mi pare oggi ne abbia bisogno. La fiera fa girare l’economia mentre il traffico la frena. Se fa girare qualcosa, è ben altro.

