Un bilancio che parla di numeri, ma soprattutto di scelte.
Il conto economico 2025 della Diocesi di Rimini conferma una gestione attenta delle risorse, orientata a tre priorità fondamentali: l’aiuto ai poveri, il sostegno al clero e la cura degli edifici ecclesiastici.
La dimensione economica, infatti, non è separata dalla missione pastorale, ma ne rappresenta uno strumento concreto.
“ Anche la dimensione più strettamente economico- amministrativa concorre a questo fondamentale compito della Chiesa”,
spiega l’economo diocesano don Danilo Manduchi.
«Ogni euro è dunque profuso nella cura e nell’attenzione dei più piccoli e dei poveri, che sono e restano i veri ‘tesori’ della Chiesa – come ricordava papa Benedetto XVI nella Caritas in veritate – ed è destinato alla vita della comunità cristiana, alle opere educative e pastorali e al sostegno dei bisognosi» Le principali risorse finanziarie provengono dal gettito dell’otto per mille che la Conferenza episcopale italiana redistribuisce annualmente alle diocesi, in base anche alla consistenza della popolazione. A queste si aggiungono offerte e altre entrate, che consentono di sostenere le attività pastorali, la formazione dei sacerdoti, la manutenzione degli immobili e l’impegno caritativo.
Il conto economico della Diocesi di Rimini per il 2025 registra ricavi per 2.881.842 euro, sostanzialmente in linea con quelli dell’anno precedente (2.831.843). Le uscite si attestano invece a 1.864.133 euro, con una riduzione significativa rispetto al 2024, quando i costi erano stati pari a 2.277.968 euro. Il risparmio è quindi di 413.835 euro.
Di conseguenza migliora anche il risultato finale: l’utile di esercizio passa da 553.875 euro del 2024 a 1.017.709 euro nel 2025, con un incremento di 463.834 euro. Un dato che assume un valore ancora più signifi cativo se confrontato con il passato: nel 2014 l’avanzo era infatti di 295.938 euro.
Le risorse provenienti dall’otto per mille vengono destinate a quattro grandi ambiti di servizio: ambiente, carità e solidarietà, culto, pastorale e cultura. Nel primo rientrano iniziative come gli incontri dedicati alla tutela ambientale, interventi di efficientamento energetico sugli immobili e l’avvio delle Comunità energetiche rinnovabili.
All’area della cultura fanno capo attività legate alla valorizzazione dei beni storici e artistici, il sostegno all’Istituto superiore di scienze religiose “A. Marvelli” e alla Biblioteca diocesana.
Una quota significativa è poi destinata al culto e alla pastorale, che comprendono il lavoro degli uffici diocesani e l’organizzazione dei principali momenti di preghiera e delle celebrazioni comunitarie.
La parte più consistente delle risorse è tuttavia dedicata alla carità e alla solidarietà, con il sostegno alla Caritas diocesana ( nella foto, la mensa) e ad altre realtà impegnate nell’assistenza ai più fragili, tra cui l’ass. Papa Giovanni XXIII, le missioni diocesane e la pastorale della sanità.
Grazie al risultato positivo del 2025 continua anche la riduzione del debito complessivo della Diocesi, che scende da 9.160.712 euro del 2024 a 7.574.190 euro, con un calo di 1.586.522 euro. Un miglioramento ancora più marcato rispetto all’anno precedente, quando la diminuzione era stata di 851.752 euro. Il confronto con il 2014 mostra il percorso compiuto: allora il disavanzo complessivo era di -26.354.865 euro.
Una gestione prudente che permette alla Diocesi di proseguire nel risanamento dei conti senza rinunciare – né arretrare – alla sua missione pastorale e caritativa.

