Home Attualita Rimini canta Battisti: un omaggio libero, oltre la nostalgia

Rimini canta Battisti: un omaggio libero, oltre la nostalgia

Non serve nostalgia per far cantare ancora Lucio Battisti a Rimini. Basta lasciar parlare la sua musica. Nel giorno dell’anniversario della sua scomparsa, il Bar Lento ospita un omaggio aperto a tutti, organizzato da Sergio Algozzino, detto Algoz. Palermitano di nascita e riminese d’adozione, Algozzino è disegnatore, sceneggiatore e musicista, presenza vivace ed eclettica del Cartoon Club e autore di progetti come Per un pugno di sigle, cantato da Douglas Meakin, voce dei Rocking Horse e dei Superobots.

“L’omaggio nasce dal profondo amore che ho per la sua musica – racconta –. Battisti è stato un passaggio fondamentale: non solo nella storia discografica italiana, ma anche nella cultura del nostro Paese». Un legame personale aggiunge intensità: «Da riminese d’adozione ho sempre amato il fatto che anche lui avesse trovato qui un porto felice, più tranquillo rispetto a situazioni affollate. Questo contatto mi ha fatto sentire più vicino a lui rispetto a quando vivevo la sua musica dalla Sicilia”.

La serata si snoderà in più momenti: presentazione alle 18.30, set acustico di Algozzino alle 19, presentazione del numero speciale della interessantissima rivista The Rimineser alle 19.30, omaggi spontanei alle 20 e alle 21.30, con secondo set alle 20.30. «Chiunque voglia suonare può scrivermi – spiega – e se a fine programma ci sarà ancora voglia, si continuerà a cantare». Algozzino proporrà brani «a zonzo» nella discografia, in acustico: “Non mi interessa replicare gli arrangiamenti, ma il sentimento. Anche con uno strumento solo si può restituire l’emotività».

Battisti, del resto, considerava Rimini un po’ la sua seconda città. Qui aveva preso casa al mare, in via Ramusio, con la moglie Grazia Letizia Veronese e il figlio Luca. Scelse proprio Rimini, il 7 agosto 1970, e l’Altro Mondo Studios per far partire la sua tournée con la Formula 3: duemila persone sotto il palco, altrettante in fila fuori. Una data storica, la sua prima e unica tournée. Nel locale di Miramare ci tornò per un’edizione del Disco per l’Estate con “Acqua Azzurra Acqua Chiara”.

“Lo facevamo entrare dalla finestra sul retro perché non voleva passare in mezzo alla gente – raccontava Piero Bevitori, uno dei soci dell’Altro Mondo –. Era timidissimo”. Amico del proprietario Gilberto Amati, Battisti frequentava Rimini con discrezione: “Fu mio marito a scegliere il nome della Formula 3 perché correva in Formula 3 – sono parole di Daniela Amati, vedova di Gilberto –. Ricordo gli anni bellissimi con Lucio, sua moglie e Mogol. Alloggiava all’Ambasciatori e, al di là dei concerti, veniva spesso all’Altro Mondo con Grazia Letizia. Era timido, ma in compagnia divertente. Recentemente, quando tornava a Rimini, viveva molto appartato”.

Battisti era anche discreto ma visibile: si poteva scorgere nei ristoranti Lo Zio e Lo Squero, o in piazza Cavour a fare colazione al Caffè Vecchi. Frequentava personaggi come Elio Tosi, patron dell’Embassy, e “il mago delle luci” Elio Pasquini. Giocava infinite partite a briscola al Bagno 5, passeggiava in città, faceva blitz nello storico negozio di caccia e pesca di Luigi Zambianchi e nella pasticceria di Tino al mare, apprezzandone i dolci, e si spingeva anche nell’entroterra, fino a Villa Verucchio.

Oggi Rimini lo considera un “concittadino” e gli ha dedicato una via e un omaggio speciale alla rassegna “Percuotere la mente”.
Al Bar Lento, la musica parla da sé: palco condiviso, microfono aperto, emozioni senza scenografie. Come sottolinea Algoz, il minimo comune denominatore di tutta la sua opera è uno solo: “Battisti era emotivo musicalmente. Ed è questo che continua a coinvolgerci”.

Algozzino conclude così: “Non ho vissuto tutto Battisti in prima persona per motivi anagrafici, eppure l’ho sempre amato. Ma ho trovato irritante che, persino quando era vivo, i media insistessero solo su alcune canzoni, ignorando album complessi come Anima Latina o quelli con Panella. Dopo la sua morte, la situazione è peggiorata: non si è colta l’occasione di rendere giustizia alla sua intera opera. Per chi ama davvero Battisti, il minimo rispetto sarebbe accettare le sue scelte artistiche, anche quando vanno controcorrente rispetto al mercato”.
Tommaso Cevoli