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SOLO UN’IPOTESI

Nelle scorse settimane si è tenuta la Giornata mondiale per la sicurezza in rete, meglio conosciuta come Safer Internet Day, che dal 2004 viene celebrata ogni anno a metà febbraio allo scopo di sensibilizzare sui rischi presenti nell’utilizzo del web. Rischi sempre maggiori, vista la crescita esponenziale degli strumenti di Internet e della loro rapidità di evoluzione. Tra le tante iniziative realizzate per l’occasione, spicca l’indagine condotta dall’associazione Telefono Azzurro (in collaborazione con Ipsos Doxa) che analizza il rapporto tra giovani e giovanissimi con il web e con i suoi pericoli, dalla quale emergono diversi dati allarmanti. Ma ce n’è uno che colpisce in modo particolare: un giovane su tre utilizza chatbot di intelligenza artificiale non solo per cercare informazioni, ma per chiacchierare, chiedere consigli e, di fatto, confidarsi, creando una sorta di rapporto personale. Ovviamente si tratta di un dato che deve preoccupare e provocare commenti e reazioni, questo è indubbio.
Ma il risultato di questa ricerca solleva un altro problema, già palese guardando alla società di oggi ma sul quale non sembrano esserci prese di coscienza decisive: la lontananza, quando non vera e propria ostilità, del mondo degli adulti. Perché se è vero che i ragazzi e le ragazze hanno un rapporto quasi simbiotico con queste nuove tecnologie, è altrettanto vero che deve esserci un motivo per cui i giovani preferiscono o siano spinti a creare rapporti personali con algoritmi e software piuttosto che con figure di riferimento in carne e ossa. Un’ipotesi: i chatbot di intelligenza artificiale non definiscono i giovani criminali perché scendono in piazza contro le guerre, svogliati perché rifiutano di lavorare per due spicci e senza tutele, ‘gretini’ perché hanno a cuore il pianeta, pazzi perché sono attenti a curare anche la salute mentale o aridi perché non si sentono accolti dalle istituzioni religiose e cercano risposte altrove. Tradotto: l’IA ascolta e non giudica, al contrario dei “grandi”. Ma è solo un’ipotesi.