Nel tempo delle guerre definite “indispensabili”, il dialogo per la pace può fare paura? È la domanda che ha accompagnato – e in parte segnato – l’incontro “Pace in Terra Santa, adesso!”, promosso a Rimini dall’associazione Identità Europea nella giornata di mercoledì 18 febbraio.
L’appuntamento, che ha visto la partecipazione di relatori di rilievo internazionale come il rabbino antisionista statunitense Ysroel Dovis Weiss, il religioso musulmano Abolfazl Emami, la docente italo-iraniana di Studi islamici Hanieh Tarkian e lo storico Franco Cardini, fondatore di Identità Europea, si è svolto regolarmente, ma non senza difficoltà.
Secondo quanto riferito dagli organizzatori, nelle ore precedenti l’evento si sarebbero moltiplicati “tentativi di ostacolare lo svolgimento dell’incontro attraverso fake news e messaggi anonimi”. In particolare, sarebbero circolati annunci di presunti “attentati terroristici islamisti” ai danni della conferenza, rivelatisi infondati, oltre a comunicazioni volte a screditare i relatori.
A seguito di tali pressioni, l’Hotel Polo – dove l’incontro avrebbe dovuto inizialmente tenersi – ha revocato la disponibilità della sala poche ore prima dell’evento, costringendo gli organizzatori a trasferire la conferenza presso la propria sede. “Dispiace che qualcuno sia caduto nella trappola della paura”, dichiarano dall’associazione. “Ma la risposta del pubblico, numeroso e partecipe, è stata la migliore smentita a chi voleva intimidirci”.
Nel corso dell’incontro, i relatori hanno proposto una lettura critica della narrazione mediatica dominante sulla situazione in Terra Santa, denunciando quelli che hanno definito “meccanismi propagandistici che alterano la percezione della realtà sociale, religiosa e politica”. Al centro degli interventi, la richiesta di un impegno comune delle tre grandi religioni monoteiste – cristianesimo, ebraismo e islam – per “ricreare le condizioni di una convivenza possibile, storicamente attestata e oggi compromessa”.
“Il dialogo non può essere messo a tacere con la paura”, affermano ancora gli organizzatori di Identità Europea. “Se parlare di pace diventa scomodo, allora significa che è più necessario che mai”.
Determinante, viene sottolineato, è stata la presenza e la professionalità delle Forze dell’Ordine, che hanno garantito lo svolgimento sereno dell’iniziativa.
In un clima internazionale segnato da conflitti e tensioni, quanto accaduto a Rimini solleva interrogativi non secondari sullo spazio del confronto pubblico. “Oggi la paura è una delle catene più robuste”, concludono gli organizzatori, richiamando le parole di : “Non abbiate paura!”. (c.z.)

