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PILLOLE DʼEUROPA LA BUSSOLA PER LA CULTURA DELLʼUE E IL PIANO STRATEGICO DEL COMUNE DI RIMINI

La Commissione Europea ha presentato il 25 novembre scorso la Bussola per la Cultura con l’obiettivo di dotare l’Unione di un quadro strategico coerente, capace di orientare le politiche culturali in un contesto segnato da trasformazioni profonde: digitalizzazione accelerata, transizione ecologica, mutamenti demografici, nuove forme di produzione e fruizione culturale.

La Bussola per la Cultura nasce dall’esigenza di dare un orientamento unitario a un settore che, pur generando oltre il 4% del PIL europeo e impiegando più di 8 milioni di persone, soffre ancora di frammentazione, precarietà e sottofinanziamento.

La Bussola parte da una diagnosi chiara: il sistema culturale europeo è caratterizzato da grande vitalità creativa, ma anche da criticità strutturali. Tra le principali:

Precarietà del lavoro culturale,

con redditi discontinui, scarsa protezione sociale e difficoltà di accesso a percorsi professionali sostenibili.

Frammentazione delle politiche, spesso sviluppate a livello nazionale o locale senza un quadro di riferimento comune.

Sottofinanziamento cronico, che limita la capacità di innovazione e la resilienza delle organizzazioni culturali.

Disparità territoriali, con aree e comunità che hanno accesso limitato a infrastrutture e opportunità culturali.

Sfide legate alla transizione digitale, che richiedono nuove competenze, nuovi modelli di business e nuovi strumenti di governance.

La Bussola affronta queste criticità proponendo un approccio sistemico, fondato su quattro assi strategici.

1. Diritti culturali e valori europei.

La cultura è riconosciuta come diritto fondamentale. L’UE punta a garantire accesso, partecipazione, pluralismo e libertà artistica, promuovendo politiche che riducano le disuguaglianze territoriali e sociali.

2. Condizioni di lavoro e empowerment degli operatori.

L’obiettivo è rafforzare la sostenibilità professionale del settore: tutele, formazione continua, mobilità, riconoscimento delle competenze, nuovi strumenti contrattuali e fiscali.

3. Competitività, innovazione e resilienza. La Bussola invita a sviluppare filiere culturali e creative più forti, capaci di innovare nei modelli produttivi, integrare tecnologie digitali, adottare pratiche sostenibili e contribuire alla competitività europea.

4. Relazioni culturali internazionali. La cultura diventa un elemento della politica estera europea: diplomazia culturale, cooperazione internazionale, scambi artistici e valorizzazione del ruolo dell’Europa come potenza culturale globale.

Uno degli elementi più innovativi della Bussola è il suo orientamento verso una governance policentrica.

La Commissione riconosce che la cultura produce i suoi effetti più concreti nei territori e invita esplicitamente città, distretti culturali e amministrazioni locali a utilizzare la Bussola come riferimento per le proprie strategie. p p p g In questo senso, la Bussola non è un documento calato dall’alto, ma un quadro aperto, pensato per essere interpretato e adattato alle specificità locali.

Il Comune di Rimini, che nel 2025 ha avviato il percorso partecipato per la definizione del nuovo Piano Strategico della Cultura, si trova in una fase cruciale di progettazione del proprio futuro culturale. In questo processo, la Bussola europea rappresenta un riferimento strategico prezioso: offre una visione ampia, aggiornata e coerente con le sfide contemporanee, utile per orientare scelte, priorità e investimenti.

La Bussola è un documento che andrebbe letto e diffuso, anche perché ricco di informazioni, dati e possibili linee di finanziamento per le attività culturali. Con il suo approccio sistemico e multilivello, costituisce una base solida per accompagnare l’elaborazione condivisa del Piano Strategico della Cultura di Rimini, rafforzandone la capacità di dialogare con le politiche europee e di inserirsi in una prospettiva di sviluppo culturale con una forte proiezione internazionale.

Luciano Natalini