Home Vita della chiesa La pace non è un’utopia, Gioc in assemblea

La pace non è un’utopia, Gioc in assemblea

Don Luigi Tiberti

Domenica 25 gennaio nell’anniversario della scomparsa di don Luigi Tiberti un incontro sulla Pace

Dopo una lunga malattia il 21 gennaio 2010 ci lasciava Don Luigi Tiberti fondatore delle associazioni GiOC e CML a Rimini. Ogni anno ci piace ricordarlo assieme ai tanti amici, alle tante persone che lo hanno incontrato nella sua lunga vita sacerdotale. Don Luigi nella sua attività pastorale ha sempre manifestato grande attenzione ai numerosi documenti che la Chiesa italiana e i pontefici hanno dedicato sia alla pastorale sociale che ai temi della pace.
Domenica scorsa 25 gennaio, in una partecipata assemblea, organizzata in collaborazione con la parrocchia della Resurrezione di Rimini e la Comunità Papa Giovanni XXIII, abbiamo approfondito con l’aiuto di don Pierpaolo Conti la nota pastorale “Educare a una pace disarmata e disarmante” proposta dal Santo Padre in occasione della giornata mondiale della pace il 1°gennaio scorso, tema tanto più attuale oggi che appare evidente l’imbarbarimento della nostra società oppressa dall’odio, dalla paura e dall’indifferenza di fronte agli innumerevoli teatri di guerra e di sopraffazione. Dal Pontefice arriva una vigorosa denuncia contro la corsa al riarmo in atto nel mondo con le spese militari aumentate nel 2024 del 9,4% rispetto all’anno prima e l’invito ai credenti a vigilare sulla strumentalizzazione della religione per benedire il nazionalismo, la guerra e le lotta armata.
Dopo un’attenta analisi della realtà il Papa ci esorta a guardare con fiducia a quelle realtà che si ostinano a sperare e si impegnano per costruire un mondo di pace, di giustizia e di opportunità per tutti gli uomini e le donne. Tutti noi cristiani siamo chiamati ad “agire con misericordia” e a prendere esempio da quei fratelli e sorelle che “hanno saputo ascoltare il dolore altrui e si sono interiormente liberati dall’inganno della violenza”. “Unire gli sforzi per contribuire a vicenda a una pace disarmante, una pace che nasce dall’apertura e dall’umiltà evangelica”, è l’invito conclusivo del messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2026.

Proprio per guardare con speranza a queste realtà di costruttori di pace nell’incontro di domenica scorsa sono state presentate due esperienze che tracciano il solco per costruire un mondo alternativo all’odio e alla prevaricazione, portando ascolto, solidarietà, dignità, rispetto, amicizia.