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La storia formato excel

Da ragazzini ridevamo di un amico che, quando voleva fare il dito medio, usava l’indice. A quell’età la voglia di essere ribelli, provocatori, irriverenti spesso si accompagna a ingenuità e approssimazione con effetti tragicomici. Come penso sia stato il caso, anche se in questo caso di comico non c’è niente, della svastica disegnata sui muri di un ufficio pubblico in un paese dell’entroterra. Gesto ancora più odioso perché compiuto proprio a ridosso del Giorno della Memoria. Ad alimentare i sospetti che si sia trattato di un maldestro provocatore, il fatto che fosse disegnata al contrario rispetto a quella nazista (qualcuno ha fatto notare che nella cultura induista la svastica ha valore positivo, non so quanti induisti passino la notte a imbrattare muri). Resta l’ignoranza di una storia sempre più relativizzata, strumentalizzata e banalizzata. Come se sottolineare la memoria di una pagina disumana della nostra storia significhi automaticamente giustificare le altre disumanità.

E con la novità 2025/26: pensare che i fatti di oggi in Medio Oriente possano eliminare, per compensazione, quelli di ieri. Come se la storia fosse un foglio excel: un torto annulla l’altro, li cancelliamo, semplifichiamo ed evitiamo il fastidio di approfondirne la complessità. E su questi “ragionamenti” non c’è nessun sospetto che siano ragazzini confusi. Sono adulti, e pure orgogliosi.