La Rimini del 2026 si presenta con una situazione demografica complessa, delineata dal report 2025 del Comune, che fotografa una città stabile nei numeri complessivi, attestandosi a 150.272 residenti (72.316 maschi e 77.956 femmine). L’attrattività resta un punto di forza: con un saldo migratorio netto positivo di 681 unità, Rimini si conferma un polo capace di attrarre nuovi abitanti sopra la media decennale.
Attrattività e flussi migratori
Il dato più interessante riguarda la provenienza dei nuovi residenti. Mentre calano leggermente gli ingressi dall’estero e la componente straniera totale (19.758 persone, il 13,15% della popolazione), si consolida il flusso interno: sono 2.611 i cittadini italiani che hanno scelto la Riviera, in aumento rispetto all’anno precedente. Oltre ai movimenti regionali e dalla vicina San Marino, spiccano gli arrivi da Lombardia (206), Marche (192), Puglia (142), Campania (138) e Sicilia (74). Per quanto riguarda la comunità straniera, l’Ucraina si conferma la più numerosa (3.005), seguita da Romania (2.927) e Albania (2.769), con un balzo significativo degli arrivi dall’Iran (96).
Dinamiche naturali: longevità e nuovi nati
Il tessuto sociale è segnato da un forte invecchiamento, in linea con i trend europei. Le nascite sono scese a 795 unità (di cui il 16,86% da genitori stranieri), mentre i decessi sono stati 1.497. Nonostante questo deficit naturale, la popolazione tiene grazie alla longevità: si contano infatti 55 ultracentenari, con una netta prevalenza femminile (80%). Una nota di colore emerge tra le culle: tra i nomi più diffusi dei neonati si confermano Edoardo e Aurora. La fascia attiva (15-64 anni) conta 95.080 unità, restando il pilastro produttivo della città.
Evoluzione dei modelli abitativi e sociali
Il modello abitativo è in netta evoluzione: il numero totale di nuclei familiari è salito a 69.443, ma l’aumento è guidato quasi esclusivamente dalle famiglie unipersonali, che sono 27.175 (il 39,13% del totale). Questo dato riflette una crescente solitudine domestica, specialmente tra le donne over 65 (7.737 vivono sole).
Sul fronte dei legami affettivi, il 2025 ha segnato un picco storico con 32 unioni civili. I matrimoni totali sono stati 358: si conferma la prevalenza dei riti civili (261) rispetto a quelli religiosi (97). Curioso il dato sull’età media: ci si sposa a circa 46 anni con rito civile, mentre la media scende a 33-35 anni per chi sceglie il rito religioso.
Analisi territoriale e Forum urbani
L’analisi territoriale, resa possibile dai nuovi Forum urbani, evidenzia diverse identità cittadine. C’è il Q (come quartiere) 5, relativo alla zona di Borgo Mazzini. È il quartiere più popoloso (21.195 residenti) e detiene il primato di giovani, della popolazione attiva e di centenari (12). Il Q3 interessa l’area del Centro Storico. Ospita solo il 4,5% dei residenti ma registra la più alta incidenza di cittadini stranieri (24,7%). Il Q11 (Marecchiese) si distingue per la bassa densità abitativa (139 ab./km²) ma ha la più alta percentuale di bambini (11,9%). Il Q7 (Borgo San Giovanni-Lagomaggio) è l’area con la maggiore densità abitativa (3.871 ab./km²). Il Q6 (Colonnella) registra l’incidenza più alta di anziani (29,4%).
Infine, l’assessora alla Statistica del Comune di Rimini, Anna Montini, ha sottolineato come, nonostante le sfide demografiche, la vitalità di Rimini sia garantita dalla sua capacità di adattamento, dalla tenuta della popolazione attiva e da una solidità sociale che passa per la capacità di accogliere nuovi residenti dal resto d’Italia. Lo si può dedurre attraverso le sue parole. “Ringrazio l’ufficio Statistica del Comune di Rimini – commenta – per questo lavoro prezioso. Dal Report 2025 emergono abbastanza nettamente alcune linee tendenziali della città congruenti con quelle dell’Italia e altre che se ne discostano. Nel complesso, Rimini si configura come un sistema urbano in trasformazione che, pur risentendo delle dinamiche demografiche comuni al Paese e all’Europa, mostra una capacità di adattamento fondata sulla mobilità soprattutto interna al Paese, sulla tenuta della popolazione attiva e sulla vitalità dei flussi sociali”.
Antonella Astolfi

