Il passaggio tra Riccione e Rimini della Fiamma Olimpica è stato un evento che per una volta ha trasmesso valori davvero condivisi. Chi ha avuto la fortuna di poterla portare come tedoforo ha raccontato di una emozione intensa e indimenticabile, ma anche chi ha semplicemente assistito al passaggio della fiaccola e all’accensione del braciere ha percepito il fascino di simboli universalmente riconosciuti. E pure chi per qualche minuto si è trovato la strada bloccata ha trattenuto il disappunto. Per una volta, lo sport ha messo d’accordo tutti. Poi il giorno dopo ha nevicato. E allora perché è stata pulita quella strada e non la mia? E allora perché vi lamentate sempre e non prendete voi un badile? Maledetto sindaco chiudi le scuole. Maledetto sindaco tieni aperte le scuole.
E poi uno ha cercato di rapinare un negozio anche con la neve, dove andremo a finire? Colpa del comune, no del governo, no dell’Europa. E poi ci sono ancora i lupi. Sono pericolosi. No, sono più pericolosi gli uomini. E via dicendo. Per poi scoprire da Report, tra l’altro, come lassù le stesse Olimpiadi abbiano qualche magagnuccia economico-amministrativa da sistemare. Però visti i tempi accontentiamoci.
Almeno per qualche ora, la fiamma ha spento tutto il resto.

