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Venezia e Romagna: un rapporto secolare

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veneziaNon si può raccontare la storia del mar Adriatico e di entrambe le coste, quella occidentale e quella orientale, prescindendo dalla storia della Repubblica Serenissima di Venezia. La Repubblica Serenissima di San Marco considerava il Mar Adriatico come una sua propaggine, una specie di golfo di Venezia. La Repubblica di Venezia, a partire dal secolo XVII denominata Serenissima Repubblica di Venezia, è stata, con Amalfi, Genova, Pisa, una grande Repubblica marinara.

Con Genova combattè una battaglia navale nel mar Adriatico alle porte di Chioggia, che fece temere per le sorti della Repubblica Serenissima di San Marco. La cosiddetta guerra di Chioggia fu un conflitto combattuto dalla Repubblica di Genova contro la Repubblica di Venezia tra il 1378 e il 1381, in conclusione di un confronto aperto che durava ormai da anni, un confronto che aveva già visto qualche occasionale e limitato scontro di carattere militare. Dapprincipio i genovesi riuscirono a conquistare Chioggia e vaste zone della laguna di Venezia, ma alla fine la vittoria arrise ai veneziani, che si ripresero Chioggia e le città lagunari e istriane cadute in mano ai genovesi. Il conflitto si concluse in maniera definitiva con la pace di Torino dell’8 agosto 1381.

L’importanza dell’Adriatico

Fondata, secondo la tradizione, da Paoluccio Anafesto nel 697, nel corso dei suoi millecento anni di storia si affermò come una delle potenze maggiori da un punto di vista commerciale e navale. Nel corso del secolo XIV, la politica veneziana nell’area adriatica fu guidata dalle stesse considerazioni che l’avevano ispirata da alcuni secoli. Si trattava per prima cosa di mantenere la libertà e la sicurezza della navigazione dei propri vascelli in quel mare, poi di impedire a qualsiasi stato o principe di stabilirsi sulle due sponde dell’Adriatico.

Soprattutto, però, si trattava di garantire il predominio in Dalmazia, regione-chiave per tutta la navigazione veneta dentro e fuori di quello che la città lagunare considerava come il suo giardino di casa.

Non solo Dalmazia. Il ruolo della Romagna Venezia voleva che tutto l’Adriatico fosse considerato come un grande golfo di supporto alle iniziative navali e commerciali della Repubblica Serenissima. Per ottenere questo dominio in modo completo, era fondamentale assicurarsi le coste della Romagna e, per questo motivo, il 26 febbraio del 1441 Venezia occupò le città di Ravenna e Cervia. Uno dei motivi di base che spinsero i veneziani a occupare la Romagna era quello di assicurarsi un paese ricco di grani e soldati. Ma c’era anche un altro motivo altrettanto importante: contenere le mire espansionistiche di Firenze, che era già penetrata alle spalle di Forlì e nella valle del fiume Lamone, in un territorio che ancora oggi viene chiamato la Romagna Toscana.

La battaglia di Agnadello

La battaglia di Agnadello, chiamata anche battaglia della Ghiara d’Adda, fu combattuta il 14 maggio 1509 nell’ambito della guerra tra le forze della Lega di Cambrai, che si formò cinque mesi prima e la Repubblica di Venezia, che dovette alzare bandiera bianca contro le forze francesi di Luigi XII. Quel giorno, le truppe veneziane andarono incontro a una clamorosa disfatta. Contro la Serenissima erano schierati gli eserciti della Lega di Cambrai, un alleanza politico-militare a livello internazionale che fu creata appositamente con il chiaro obiettivo di ridimensionare l’ascesa della Repubblica Veneta che si stava espandendo sia sulla terra ferma, arrivando a ridosso di Milano, sia sulla costa del mare Adriatico.

L’annessione di Rimini

Rimini fa parte ufficialmente della Repubblica di San Marco dal 16 dicembre 1503. Lo scenario della nostra città era il seguente: la signoria dei Malatesta si trovava all’ultima corsa, come un autobus avviato al deposito. L’ultimo rappresentante della Signoria si chiamava Pandolfo IV Malatesta, soprannominato Pandolfaccio.

L’ultimo discendente dei Malatesta era stato costretto, nell’ottobre del 1500, a vendere tutti i suoi possedimenti a Cesare Borgia che stava facendo una strage delle Signorie della Romagna, debellandole una alla volta con costanza e determinazione. L’obiettivo dichiarato di Cesare Borgia era quello di riportare la Romagna nell’orbita di suo padre, papa Alessandro VI. I riminesi, quando Cesare Borgia arrivò, gli fecero una gran festa tributandogli tutti gli onori, accolsero il duca Valentino come un liberatore, non potendone più del clima da “caccia alle streghe” instaurato da Pandolfaccio. Alla morte di Alessandro VI, Pandolfaccio riuscì a rientrare nei suoi territori, usando il pugno di ferro, fatto di condanne a morte e ad esilii. Ma nemmeno la violenza gratuita usata da Pandolfaccio riuscì a fermare la ribellione dei suoi sudditi che dell’ultimo discendente dei Malatesta non ne volevano proprio più sapere. A questo punto Pandolfaccio imbastì la trattativa con la Repubblica Serenissima di Venezia, da sempre amica della Signoria dei Malatesta, a cui il tentativo della Chiesa di riconquistare il territorio perduto non andava giù. Questa è la politica che imprime alla Chiesa papa Giulio II, il papa Guerriero, che vuole riprendersi Rimini e Faenza.

Venezia ha già occupato mezza Romagna, proprio per frenare gli appetiti territoriali di Firenze e della Chiesa. Per rilanciare l’economia dell’ex stato malatestiano furono introdotte misure economiche che si rifacevano al liberismo. Il rappresentante di Venezia a Rimini trovò una situazione patrimoniale riferita alle rocche malatestiane disseminate nel territorio a dir poco disastrosa con castelli mal tenuti e diroccati. Perfino Castel Sismondo, nonostante fosse stato costruito 50 anni prima, si trovava in condizioni pietose.

La Rotta del sale

L’interesse per Cervia da parte delle Repubblica di Venezia era inizialmente un interesse di carattere soprattutto commerciale, a causa dell’antica vocazione salinara del territorio cervese. Il sale, altrimenti detto “oro bianco”, era considerato una merce estremamente preziosa, importantissima per la conservazione degli alimenti.

Venezia dominava le vie commerciali dell’Adriatico e il sale era un elemento importantissimo nella vita di Cervia. L’influenza veneziana su Cervia ne permeò tutto il tessuto culturale. Il rito dello sposalizio del mare, ad esempio, che si tiene a Cervia, è un’usanza tipicamente veneziana. Dal porto di Cervia, dai magazzini del sale, partivano le barche dalle vele colorate, dette Mariegole, le famose imbarcazioni storiche che trasportavano via mare la preziosa merce fino alla laguna di Venezia. Si trattava della famosa Rotta del Sale, che è stata rievocata ai giorni nostri, riscoprendo la storia della città di Cervia a fini turistici e promozionali. La Repubblica di Venezia ha dominato direttamente Cervia in due riprese: dal 1243 al 1253 e dal 1463 fino al 1509. La città salinara poteva avvalersi della presenza in loco di un podestà che dipendeva direttamente dalla Repubblica di Venezia. Poi ci fu la battaglia di Agnadello che si rivelò semplicemente disastrosa per i Veneziani che vennero ridimensionati anche da un punto di vista prettamente territoriale.

Patrizio Placuzzi