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Toy Story cala il poker ed emoziona

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Surclassati da una forchetta. I giocattoli della saga di Toy Story, il popolare franchise della Pixar, passati di mano alla nuova proprietaria Bonnie, visto che Andy è cresciuto e il tempo dei giocattoli è per lui finito, devono fare i conti con Forky, sghembo pupazzetto realizzato con materiali di scarto dalla piccola per superare il trauma del primo giorno d’asilo. Forky si sente spazzatura, non accetta l’idea di essere un giocattolo e la fuga dal mondo di pupazzi dal quale si sente estraneo è inevitabile. Nella missione di recupero il coraggioso Woody ritroverà l’amica pastorella BoBeep (ora emancipata) e incontrerà la bam- bola Gabby Gabby, rinchiusa in un negozio d’antiquariato in attesa di una padroncina.

La saga di Toy Story sembrava essere giunta al capolinea, eppure la casa di John Lasseter è riuscita a realizzare un altro bellissimo episodio, con nuovi personaggi accanto ai classici, da uno stuntman canadese ad una ciarliera coppia di peluche colorati, fino a Gabby Gabby e a inquietanti bambolotti ventriloqui. Ma lo spessore maggiore del film è rappresentato dal mix eccellente di divertimento, azione e commozione (verserete più di una lacrimuccia, anche sui titoli di coda), con un intrigante percorso di crescita e consapevolezza per il cowboy parlante, mentre la piccola Bonnie affronta nuove tappe del suo percorso di vita.

Anche i giocattoli crescono e quelli di Toy Story non fanno eccezione, consapevoli di essere punto di riferimento per quella tappa di fantasia e gioco di cui ogni bambino necessita: un invito sottinteso anche a spegnere cellulari e pc e a far galoppare la fantasia, magari in compagnia di uno sceriffo, un astronauta, una cowgirl, un cane snodabile, un dinosauro di plastica, una buffa coppia di patate e un salvadanaio a forma di porcellino.

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