Il Ponte

Tino Karner, l’avvocato oltralpe della Riviera

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Noi lo abbiamo già eletto ambasciatore riminese oltralpe. Anzi, l’avvocato riminese oltralpe, considerando che la toga la indossa per lavoro. Difficile trovare, anche tra gli stessi riminesi, un difensore più accanito e appassionato di questa terra di Tino Karner, 43 anni, austriaco di Graz. Il gruppo Facebook “Sei di Rimini se” lo ha subito adottato con entusiasmo e i suoi post e le sue foto su Rimini sono una continua dichiarazione d’amore.

Da dove nasce questo legame con la Romagna e soprattutto Rimini?
“Nel 1978, a 5 anni, sono venuto per la prima volta a Rimini con i miei genitori. Prima volta per il mare, la sabbia… Giocavo con i bimbi riminesi, diventavamo amici, sono ritornato ed eravamo ancora amici. Dal 1978 ad oggi. Da Marina Centro a Rivazzurra. Sono tornato ogni anno, più volte all’anno. Dal 1991 da solo con la mia prima macchina, una Panda. Ogni weekend d’estate per uscire. Ho portato qui tutti i miei amici. Mio babbo è stato ospite a Rimini dal 1953 fino alla sua morte, nel 2002. Nei primi anni non c’era un’autostrada verso l’Italia. Lui non aveva una macchina, ma una Vespa. Percorreva 675 chilometri in due giorni per arrivare in riviera”.

E lei ha ereditato questo grande amore.
“Sì, tutti i compleanni e la laurea li ho festeggiati da voi. Il mio primo amore l’ho trovato a Rimini. Anche il secondo. Nel 2005 mi sono sposato in Comune. Due anni dopo è nata mia figlia. Anche lei adesso sta imparando l’italiano. Conosco tutte le frazioni, tutte le zone qui. Anche tutto l’entroterra fino all’Alta Valmarecchia. Siete veramente grandi”.

Quante volte torna da queste parti in un anno?
“Ogni tre settimane. Per incontrare amici, passare un bel weekend con la famiglia. Per vedere il mare”.

Un ricordo particolare?
“Il mio matrimonio nel 2005 a Rimini, al municipio a Piazza Cavour. Eravamo in 15, era un bel matrimonio con due serate di festa a seguire. Dal Byblos a Pascià. Con delle foto a San Marino, ottimo vino a Riccione, con i migliori amici e la famiglia”.

Cosa abbiamo di più rispetto agli altri?
“In una distanza breve offrite mare e monti. Avete una bella spiaggia, un bel mare, divertimento, movimento, cultura, un centro storico con dei monumenti famosi, un bell’entroterra, un buon rapporto qualità/prezzo. Da voi si possono fare ottimi acquisti, avete un cibo stupendo, buonissimi vini, bei locali, un bel porto, bagni numerati sulla spiaggia, il bus 11 verso Riccione centro, la SS 16 vicinissima, bei monti come Montefiore Conca o San Leo… Insomma, una scelta che altri posti italiani o esteri non offrono. Chi può scegliere tra città, mare, campagna e colline entro 20 chilometri? Chi può sciare al monte Carpegna e mangiare il fritto di pesce entro 55 chilometri? Chi abita in una zona di cultura e vecchia storia? Chi ha vicino il storico Rubicone dove è nata la frase Alea iacta est? Chi ha la repubblica più vecchia al mondo come vicino? Chi ha la ruota panoramica trasportabile seconda più grande d’Europa? Chi ha in mezzo della città un parco di 240.000 mq? Chi può dire di abitare in una città che va da Marino Centro a Corpolò, da Miramare a Santa Giustina, da Torre Pedrera a Santa Cristina? Il Riminese!”.

Tanti riminesi però criticano la loro terra.
“Chi vive il territorio ogni giorno non lo apprezza più. Purtroppo. Si apprezzano le cose quando ormai non ci sono più. Questo mi rattrista. Abitate in un posto dove altri pagano per fare le proprie vacanze. Tutti noi dobbiamo lavorare, ma nel tempo libero voi avete più scelta degli altri. E prezzi più economici: un caffè costa 1 euro, in Austria 3; un cappuccio costa qui 1,30 euro, in Austria 4; un litro di vino della casa qui costa 5 euro, in Austria non esiste. Una bottiglia del vino IGT costa qui in ristorante 10 euro, in Austria 22. I vostri supermercati sono più economici dei nostri. Lo so, sono cose piccole. Forse non importanti. Ma fanno parte della qualità della vita”.

Qualche difetto però lo avremo pure noi!
“Da migliorare c’è sempre. Per quanto riguarda il turismo farei io più pubblicità nei paesi esteri vicini. So che per gli austriaci l’Italia è il numero 1 per quanto riguarda le ferie. Però si fermano al nord. Jesolo, Caorle, Lignano, Grado fanno molta pubblicità da noi, nei depliant, nei giornali importanti, in Tv. Rimini non fa niente. Per quello ci sono pochi austriaci, pochi tedeschi. Non come una volta. Ci vuole un bel depliant colorato distribuito nei giornali più importanti nei paesi vicini all’Italia. Pubblicizzando tutta la riviera, da Bellaria a Cattolica. Da Coriano a Casteldelci. Dovete promuovere tutta la provincia, il turismo balneare e quello culturale: Tonino Guerra a Santarcangelo, il borgo San Giuliano, la Domus, San Leo, Montefiore Conca, il vino di Coriano, l’Alta Valmarecchia, il Marecchia dalla Toscana a Rivabella… Tanti turisti pensano che ci siano solo lettini ed ombrelloni. Tanti non conoscono nemmeno il centro storico”.

Rimini non ha più un gran nome?
“Ce l’ha, per le discoteche del passato, per la fiera attuale, per la periferia, per il Moto GP a Misano Adriatico. Pregiudizi non ce ne sono. Ma c’è tanta concorrenza. Non dovete perdere il vostro gran nome. Le iniziative attuali sono buone. Ma ci vogliono più pubblicità, come dicevo, e più iniziative culturali, ma non solo eventi che richiamino turisti per uno o due giorni. Dovete portare in riviera più persone per più tempo”.

Un altro consiglio ai nostri amministratori?
“Aiuterei più i commercianti riminesi e le attività italiane. Da Marina Centro a Miramare si mostra un immagine molto diversa da quella degli anni ’80 e ’90, con negozi indiani ovunque. So che anche gli altri fanno un buon lavoro però siamo in Italia e la gente viene qui per la cultura e lo stile di moda italiano. I soldi per favorire il commercio riminese li prenderei dalla tassa di soggiorno degli alberghi. Clienti e albergatori accetterebbero meglio questa imposta. L’Italia è da sempre un paese di piccoli commercianti. A loro dobbiamo pensare, non alle grandi aziende che hanno i soldi”.

E agli operatori invece cosa vuol dire?
“Basta con la pensione completa: l’albergo non guadagna nulla e l’ospite non riesce a scoprire il territorio, a godere appieno il mare, prendere una piada in centro, vedere un agriturismo a Santa Aquilina o per scoprire le rocche a San Leo o Montefiore. Se continueranno a mangiare in albergo ogni quattro ore e nel frattempo dormire in spiaggia, i turisti non conosceranno mai le bellezze riminesi ma solo i 200 metri intorno a Viale Regina Elena. E questo non basta oggi per il passaparola che porta la gente di domani”.
Capito?

A cura di Alessandra Leardini

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