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Prostituzione – pubblicata oggi sull’Albo pretorio del Comune di Rimini l’ordinanza ad hoc

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Una prostituta in una strada dell’Eur a Roma, in un’immagine d’archivio.ALESSANDRO DI MEO /ANSAtuzione

L’aveva promessa, e la promessa è stata mantenuta. è stata pubblicata oggi sull’Albo pretorio del Comune di Rimini l’ordinanza contingibile e urgente per prevenire e contrastare lo sfruttamento della prostituzione sulla pubblica via, firmata dal sindaco. Prevede l’arresto del cliente e la segnalazione al Fisco. La nuova ordinanza, in vigore dall’11 dicembre 2017 e fino al 30 aprile 2018, prevede l’arresto del cliente, fino a tre mesi, e la segnalazione all’agenzia delle Entrate e alla Guardia di Finanza. L’ordinanza è sulla falsa riga di quella di Firenze.
Anche il Vescovo di Rimini mons. Francesco Lambiasi, in occasione dell’incontro con le autorità avvenuto a San Gaudenzo, aveva chiesto un intervento incisivo da parte dell’Amministrazione Comunale (sul modello dei Paesi del Nord Europa) per arginare la terribile realtà di tante ragazze costrette a prostituirsi in strada.
L’ordinanza. L’ordinanza prevede che è fatto divieto a chiunque di porre in essere comportamenti diretti in modo non equivoco a chiedere o accettare prestazioni sessuali a pagamento. Il divieto ha validità nelle zone dove è più presente il fenomeno, tra i lungomari e la statale ma non solo. Nello specifico: in Viale Regina Elena, Viale Regina Margherita, Viale Principe di Piemonte, Via Cavalieri di Vittorio Veneto, Via Losanna, Via Guglielmo Marconi, Via Novara, Via Macanno, Via Casalecchio, Via Fantoni, Via Emilia Vecchia, Via XIII settembre, Viale Matteotti, Via dei Mille, Via Tolemaide; su tutta la Strada Statale ”S.S. 16”- compresa tra il confine con il Comune di Bellaria-Igea Marina e il Comune di Riccione; in Piazzale Cesare Battisti, Via Savonarola, Via Mameli, Via Ravegnani, Via Graziani, Via Dardanelli, Piazzale Carso, Via Principe Amedeo; Via Varisco, in Viale Eritrea, nonche nelle aree adiacenti alle suddette strade o in prossimità delle aree di intersezione con le stesse vie elencate.
Le pene. La violazione di quanto disposto dall’ordinanza sarà perseguita ai sensi dell’art. 650 del Codice Penale con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a 206 euro, fatto salvo che la condotta non configuri un più grave reato.
L’ordinanza dispone anche che qualunque fatto o atto ritenuto rilevante ai fini fiscali, riscontrato dall’agente accertatore, nell’ambito dell’attività di controllo e di accertamento sarà portato a conoscenza all’Agenzia delle Entrate, nonché al Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Rimini, al fine di consentire la valutazione, da parte di tali organi, in merito agli accertamenti fiscali di competenza.
I commenti. “Lo avevamo annunciato nelle scorse settimane e adesso lo facciamo – è il commento dell’amministrazione comunale di Rimini-. E’ un’ordinanza di contrasto di nuova generazione, per così dire, sulla scorta di quella adottata nei mesi scorsi dal Comune di Firenze, e che fonda le sue ragioni intorno alla piaga dello sfruttamento della persona, andando a punire quindi gli sfruttatori ‘a monte’ e a ‘a valle’. In assenza di certezze da parte dello Stato, crediamo importante, anzi indispensabile, cercare di attivare anche come Comune qualsiasi strumento contro un fenomeno odioso, caratterizzato peraltro da mille addentellati e altrettanti impatti negativi sulle città e i luoghi della quotidianità. Oggi è un giorno sicuramente importante in questo senso, ma ancora più importante sarà quanto accadrà dall’11 dicembre in poi. Non sarà facile ma l’anticamera dell’arrendersi è il fatalismo di chi non fa o non dice più nulla. Come Comune di Rimini non vogliamo arrenderci”.
Soddisfazione la esprime anche il consigliere comunale di Rimini Attiva Kristian Gianfreda: “Questa ordinanza in realtà colpirà i clienti delle prostitute e non le prostitute. – dice Gianfreda, in prima linea nella lotta alla prostituzione e alla povertà con l’associazione Papa Giovanni XXIII –  Lo ritengo un gesto di civiltà, di umana attenzione verso quelle ragazze che ogni notte vediamo sulle strade di Rimini. Una risposta concreta a quell’ingiustizia grave, a quella violenza che si ripete quotidianamente su ragazze giovani, a volte minorenni, che non hanno scelto quella vita. I clienti foraggiano un mercato che rende schiavi degli essere umani, è giusto contrastare questo mercato. Le questioni etico-morali centrano poco, è la vita di centinaia di ragazze che viene indelebilmente marchiata dalle notti passate sulle strade sotto casa nostra.
Ringrazio Andrea Gnassi per il coraggio e per la chiarezza con cui affronta questo percorso. Insieme ringrazio anche l’assessore Sadegholvaad e il capo della polizia Rossi, perchè le armi del comune sono poche, ma è stato fatto tutto quello che era possibile. Ringrazio l’Associazione Papa Giovanni XXIII perchè continua a macinare km la notte per andare incontro a queste ragazze e Rimini Attiva che ha fatto propria questa battaglia.  Faccio un appello alla città, alle associazioni, ai comitati turistici, ai politici e sopratutto alle altre forze di polizia, la polizia municipale da sola non basta: non lasciamo cadere nel vuoto questo primo passo, proviamoci seriamente, liberiamo le strade di Rimini dalla prostituzione”.
Anche il presidente della Papa Giovanni XXIII, Giovanni paolo Ramonda, applaude all’iniziativa riminese. “Dopo Firenze anche Rimini prova a liberarsi dalla cultura della prostituzione”.
In merito alla nuova ordinanza che colpisce i clienti delle prostitute per le strade della città romagnola, Ramonda insiste: “Da Firenze a Rimini in Italia si sta tracciando una nuova linea: contrastare la schiavitù della prostituzione tramite la sanzione dei clienti del sesso. Un plauso al Sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, per il coraggio e per aver recepito le istanze per la liberazione di queste giovani donne, vittime di tratta di persone”.
“Dopo Firenze, anche Rimini, la capitale del divertimento, prova a tracciare un nuovo solco. Stiamo assistendo al cambiamento di un paradigma culturale: il riconoscimento della corresponsabilità del cliente che sfrutta la condizione di vulnerabilità della donna. – continua Ramonda – A 10 anni della morte di Don Oreste Benzi, il sacerdote che per primo in Italia ha combattuto la cultura della prostituzione, è giunto il tempo di fermare in Italia questa schiavitù moderna”.
La Comunità Papa Giovanni XXIII promuove, insieme ad un cartello di associazioni, l’iniziativa Questo è il mio Corpo, campagna di liberazione per le vittime della tratta e della prostituzione. La proposta, ispirata al modello nordico, ha l’obiettivo di ridurre sensibilmente il fenomeno colpendo la domanda e multando i clienti delle prostitute. Tutte le informazioni e gli approfondimenti sul sito www.questoeilmiocorpo.org.

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