Il Ponte

Fulgor, un film girato ’pericolosamente’

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Prima la nota positiva “la Casa del Cinema dedicata a Federico Fellini aprirà entro il 2011”. Poi quella negativa “certo che il comportamento della minoranza su questo progetto è stato sconcertante”.
È uno Stefano Pivato felice ma allo stesso tempo indispettito quello che presenta con orgoglio il via libera del Consiglio comunale al progetto di ristrutturazione del palazzo che ospiterà la Casa del Cinema.
“Come sapete sarà su quattro piani: al piano terra resterà il cinema Fulgor che potrà contare su 154 posti in platea e 32 in galleria e il disegno è stato affidato a Dante Ferretti che per chi non lo sapesse è stato lo scenografo di Fellini. Inoltre ci sarà spazio per una piccola sala d’essai (84 posti in tutto) più un bar, la biglietteria e due ascensori. Al primo piano, invece, ci saranno due sale riunioni più vari uffici; al secondo piano la biblioteca della Fondazione con tanto di postazioni audio-video mentre al terzo e ultimo piano ci sarà una sala dedicata alle mostre. Il tutto per 2.800 metri quadrati. Purtroppo non c’è posto per il Museo Fellini per il quale stiamo vagliando altre soluzioni”.
Costo dell’intera opera 11 milioni di euro per un diritto di superficie di 35 anni da sottoscrivere con l’istituto Valloni, proprietario del palazzo. Via ai lavori entro la fine del 2008 e consegna nel 2011.
“Con quest’opera – sottolinea l’assessore alla Cultura di Palazzo Garampi – continuiamo in quel percorso di contenitori culturali che in questi anni abbiamo messo in piedi creando un vero e proprio circolo virtuoso. Penso al Museo degli Sguardi, penso al Museo Archeologico, penso al nuovo Lettimi che inaugureremo a breve ma penso soprattutto alla Domus. L’ho già detto ma mi piace ricordarlo, da quando il sito di piazza Ferrari è stato aperto abbiamo avuto 50mila presenze che non si fermano alla Domus ma che proseguono proprio lungo questo percorso. Un esempio su tutti, nei primi tre mesi del 2008, i visitatori del Museo sono quadruplicati, non so se mi spiego. Senza dimenticare che riportiamo ad antichi splendori un palazzo di stile Liberty tra i più belli della città e senza dimenticare che in un momento dove i cinema dei centri storici sono in crisi, basti pensare che Venezia, la città dove si tiene il festival del cinema italiano ne ha solo uno, noi ne ristrutturiamo non uno ma l’uno, ossia quello che ha fatto innamorare Federico Fellini del cinema”.
Proprio su questo punto la faccia di Pivato si rabbuia e dalla sua bocca parte una stilettata. Destinatario, l’opposizione.
“Si è comportata in maniera sconcertante. Nessuno ha sottolineato il grande valore culturale di questo restauro, tutti hanno parlato solo e solamente di soldi. Pensavo, e lo dico senza retorica, che il sì a quest’opera dovesse arrivare con voto unanime e invece così non è stato e me ne dispiace molto. E visto che ci siamo, sui soldi faccio solo un rapido calcolo: 11 milioni di euro per 2.800 metri quadrati fa 3.928 euro al metro. Per Fellini può andare. O no?”.

Francesco Barone

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