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Facciamo strada assieme

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Le conclusioni non sono ancora state scritte, come a volte capita in qualche convegno o congresso. Una Assemblea che ha per titolo: “Verso la Chiesa che sogniamo, fare strada assieme”, e invita dunque al movimento, a intraprendere un percorso, a mettersi in moto senza fossilizzarsi sul: “Si è sempre fatto così?”, non può comportarsi diversamente.
Ad accendere la Chiesa riminese per questo appuntamento del 2 e 3 giugno, è stato l’invito lanciato da Papa Francesco in occasione dell’Assemblea Ecclesiale di Firenze: “Avviare, in modo sinodale, un approfondimento della Evangelii Gaudium, per trarre da essa criteri pratici e per attuare le sue disposizioni…”. Il pontefice non indica come e quando ma lancia una prospettiva. E in questo orizzonte Rimini ha iniziato a cullare il ‘sogno’ di una Chiesa: “Casa accogliente, che vive la gioia del Vangelo e che, come un ‘ospedale da campo’, si fa prossima ad ogni persona, con le sue fatiche e speranze, perché possa sperimentare la misericordia di Dio.  Una ‘Chiesa in uscita missionaria’, ossia che esce dai suoi recinti per offrire il primo annuncio del Vangelo, entrando nelle periferie fisiche ed esistenziali degli uomini di oggi. Ma queste, lo sappiamo, rimangono parole se non si traducono in nuovi atteggiamenti mentali, nuove scelte e nuovi strumenti pastorali”. – declina il senso di questa due giorni il Vicario generale della Diocesi, don Maurizio Fabbri –  Per arrivare all’appuntamento della Assemblea,
scandita in diversi momenti e in luoghi differenti: la parrocchia San Giuseppe al Porto di Rimini, la Sala Manzoni, la Basilica Cattedrale e Castel Sismondo, è stato compiuto un cammino di preparazione. Il Comitato Promotore composto da 23 persone ha lavorato con incontri mensili per chiarire obiettivi, proposta alle parrocchie, formazione dei delegati. “È stato un primo, fresco e fraterno germoglio di comunione” aggiunge don Fabbri. In modo differente e con sensibilità diverse, parrocchie e zone pastorali, movimenti e associazioni laicali, comunità diaconale, istituti religiosi e uffici pastorali diocesani si sono preparate nel corso dei mesi.
Cinque le aree suggerite: Famiglia, Inclusione dei Poveri, Giovani, Impegno sociale e politico, Educazione/Scuola/Cultura.
Ogni realtà ha scelto le Aree che riteneva più consone (una o più, perfino tutte e cinque), vi ha riflettuto e infine ha scelto dei Delegati che la rappresentano in Assemblea. In totale sono 400 i Delegati, di cui 270 laici, una 90na di sacerdoti, circa 40 diaconi. I Delegati saranno divisi in “tavoli di lavoro” (10-12 persone ciascuno) per un dialogo proficuo: in questi “tavoli” (sul modello dell’Assemblea di Firenze) potranno confrontarsi su quattro domande proposte per ciascuna area “perché nulla vada perduto” fa notare Maurizio Mussoni della Segreteria dell’Assemblea. L’area più gettonata è Famiglia, seguita da Giovani.
Preparazione, sviluppo ed eventuale proseguimento dell’Assemblea sono tutti improntati alla sinodalità, una parola in voga da quando l’ha lanciata Papa Francesco, che significa in sintesi: camminare insieme.
La Chiesa riminese ha infatti ben chiaro: prima ancora di raggiungere eventuali concreti risultati pastorali, questa due giorni vuole essere una esperienza “ecclesiale”, ossia un’esperienza di unità nella diversità, di ascolto dello Spirito Santo. L’Assemblea non intende neppure esaurirsi in un confronto solo, per quanto valido e costruttivo, ma essere una tappa di un cammino più lungo, affascinante e a largo raggio.
Cosa emergerà dall’Assemblea? Come si continuerà? Per il Vicario, oltre ai contenuti, “sarà una bella occasione di ‘Chiesa’ convocata e guidata dallo Spirito Santo (non a caso siamo a Pentecoste)”.
“Si tratta di ‘attivare un processo’, come spesso ci ripete il pontefice, – è l’augurio del Vescovo Francesco Lambiasi –  non solo di fare un bell’evento. Ma non c’è cammino se non si pone un passo dopo l’altro: occorre dunque iniziare a coinvolgere le Comunità e a lanciarla sulla strada di Cristo buon samaritano”.

Paolo Guiducci

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