Il Ponte

Don Probo: “Mi sento come fresco di ordinazione”

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E’ conosciuto ovunque, nella nostra diocesi e oltre, non tanto per la sua ragguardevole età, quanto per la sua poliedrica vita, sintetizzata in un suo libro dal titolo rivelatore: Sposo, Vedovo, Sacerdote. Sì, perché don Probo Vaccarini è diventato prete dopo essere stato sposato con Anna Maria e rimasto vedovo con sette figli. Ma se vogliamo dirla tutta, un po’ di eccezionalità sta nel fatto che anche i suoi quattro figli maschi sono tutti preti: don Francesco (in diocesi di Terni), don Giovanni parroco a Miramare, don Giuseppe parroco a Borghi e don Gioacchino, a Montetauro.
È già un fatto piuttosto insolito che tanti fratelli si trovino concordi in una vocazione sacerdotale, ma che anche il padre diventi prete è del tutto inusuale…
“Lo credo anch’io, – ci dice don Probo – ma non è colpa mia. In un primo momento, il mio padre spirituale, padre Pio Delle Piane di Montefiore, mi consigliò di rendermi disponibile per un ministero laicale e così, dopo l’adeguata preparazione, divenni accolito. Ma avendo frequentato il triennio di teologia per laici mi fu anche proposto il corso per il diaconato permanente. La cosa mi faceva un po’ paura, ma rassicurato dai miei figli e pensando che altri tre anni di preparazione avrebbero potuto cambiare tante cose, accettai”.
Diacono va bene, ma prete come è successo?
“Durante una messa a S. Giovanni Rotondo ho sentito dentro di me come la voce di padre Pio che mi diceva: Tu sarai sacerdote. Intanto a Rimini il Vescovo mi aveva affidato la parrocchia di San Martino in Venti. Potevo svolgere la pastorale ordinaria, ma il problema era di trovare sempre qualche prete che venisse a dire la messa. Di lì è partita la mia ultima tappa, con la domanda al Vescovo, il parere del Consiglio presbiterale, il nulla osta del Vaticano… L’8 maggio del 1988 il vescovo Locatelli mi ha ordinato prete”.

Nato nel 1919, Probo Vaccarini nel 1942 ha partecipato come soldato alla campagna di Russia. Tornato a casa, si tuffa negli studi e diventa geometra. A 33 anni sposa Anna Maria Vannucci: dall’unione nascono sette figli. Discepolo di padre Pio, alla morte della moglie (1970), Probo segue il corso per accolitato, si iscrive al diaconato e nel 1988 viene ordinato dalle mani del vescovo mons. Locatelli.
Devoto di padre Pio, che ha conosciuto e frequentato personalmente (portando tanti fedeli dal frate di Pietrelcina), don Probo ha sentito la chiamata proprio durante una messa a San Giovanni Rotondo. Trent’anni dopo, a cento anni oggi, come allora, don Probo va a San Martino in Venti: celebra messa, funerali, matrimoni, battesimi. E confessa. Per ognuno di loro don Probo ha una parola. “Sono stato padre e marito, prima di diventare prete”. E pazienza se la memoria a volte fa cilecca. “Sacerdote: chi l’avrebbe mai pensato? Eppure mi sento come un sacerdote fresco di ordinazione”.
La Diocesi intera lo festeggia giovedì 4 giugno alle ore 18 con una Messa concelebrata in Cattedrale presieduta dal Vescovo Francesco.

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