Il Ponte

Costruttori di umanità, Rimini ringrazia

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Prima il riconoscimento del Presidente Mattarella, adesso l’attestato di stima da parte del Comune di Rimini. Per i quattro giovani alfieri della Repubblica riminesi, marzo è davvero un mese speciale, di quelli da ricordare per sempre. Momenti incancellabili.
La Giunta comunale di Rimini oggi pomeriggio ha incontrato quattro giovani riminesi, quattro “Alfieri della Repubblica” a cui mercoledì 13 marzo il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha consegnato gli Attestati d’onore per essersi distinti come costruttori di comunità, attraverso la loro testimonianza, il loro impegno, le loro azioni coraggiose e solidali.

 


Tra questi 29 giovani italiani insigniti del prestigioso riconoscimento per rappresentare modelli positivi di cittadinanza, anche quattro ragazzi riminesi, tre studenti dell’istituto “Belluzzi – Da Vinci” di Rimini, Nicolò Vallana, Luca Fermi, e Edoardo Puce e Jacopo Cavagna, un giovane volontario dell’Unicef di Rimini. Di questi quattro giovani costruttori di umanità, e degli ancor più giovani “colelghi”  della classe IV D di Riccione, ilPonte ha raccontato le storie e dedicato loro la copertina del numero 10, il 10 marzo scorso, con una copertina dal titolo significativo: “Più bene per tutti”.
Un riconoscimento prestigioso che non premia, riconoscendolo, solo il merito e l’altruismo di quattro ragazzi ma, con loro, tutti i giovani capaci di spendersi per gli altri. Per loro la Giunta ha avuto parole di ringraziamento. “Grazie – ha detto il Sindaco di Rimini Andrea Gnassi al termine dell’incontro che si è concluso con la consegna ai ragazzi delle riproduzioni delle formelle, ognuna per il proprio segno zodiacale, della Cappella dei Pianeti del Tempio malatestiano – per aver rappresentato non solo una bella storia da raccontare ed ascoltare. Grazie per quello che col vostro altruismo avete saputo rappresentare, ma soprattutto grazie per quello che continuerete a fare per la collettività. Ne siamo orgogliosi”.
“Per aiutare un compagno di classe appena uscito dal coma e costretto a indossare un busto rigido – si legge nelle motivazioni con cui il Presidente Mattarella ha consegnato il riconoscimento a Nicolò Vallana, Luca Fermi, e Edoardo Puce tre studenti dell’istituto “Belluzzi – Da Vinci” di Rimini – hanno ideato e realizzato un busto ortopedico flessibile, altamente tecnologico, che ha migliorato le condizioni di vita del giovane reduce dall’incidente. Il busto flessibile è stato poi presentato alla Fiera dei giovani scienziati Fast di Milano ed è stato selezionato per la Fiera della tecnologia di Dublino”.
“A Jacopo Cavagna – si legge invece nelle motivazioni del giovane Volontario Unicef – per aver deciso tre anni fa di ricostruire insieme ad alcuni amici il gruppo “Younicer – Young for Unicef” della sua città. Grazie al suo impegno sono stati organizzati numerosi eventi di sensibilizzazione e di raccolta fondi, a sostegno della missione dell’Unicef. Ha riversato grande passione nel progetto “L’Officina del futuro dei giovani”, laboratorio per la partecipazione e l’impegno politico e sociale responsabile”.

I tre compagni di classe, studenti dell’istituto ‘Belluzzi – Da Vinci’ di Rimini, non sono rimasti insensibili di fronte all’accaduto: l’incidente di cui è sato vittima il compagno di classe. E la riabilitazione li ha sollecita – loro che sono giovani “inventori” – a cercare una soluzione che possa andare incontro alle esigenze dell’amico e di quanti hanno le medesime necessità.
E’ nato così busto ortopedico flessibile, altamente tecnologico, con l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita del giovane amico reduce dall’incidente, e di altre persone nella sue condizioni.
Il tecnologico busto ideato dai tre amici è stato poi presentato alla Fiera dei giovani scienziati Fast di Milano e il prototipo “Techno B Brace”, l’applicazione contro il mal di schiena, è risultata finalista del concorso europeo “I giovani e le scienze” alla Fiera della tecnologia di Dublino, oltre ad aver vinto l’edizione 2018 di “Make to Care”, promosso da Sanofi Genzyme, che ha permesso ai tre ragazzi un’esaltante esperienza formativa in Silicon Valley.

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