Il Ponte

Al passo degli ultimi

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Si chiama LA FILIGRANA e si avvale delle prestazioni gratuite di medici, tecnici e specialisti, a disposizione di chi non può pagare consulenze e consulti speciali privatistici. Prende vita, così, un altro tassello di quella Società del Gratuito che secondo don Oreste Benzi è il motore del cambiamento nella “condivisione dei bisogni in nome di Gesu’ Cristo”.

Al centro della società del gratuito è l’uomo inteso come membro vivo di un corpo vivo, per cui se qualcuno sta male tutto il corpo sta male e per primo si pensa a guarire chi sta male. Un corpo in cui vanno curate per prime le membra che soffrono per togliere lo strazio nell’interno del corpo stesso (vedi 1 Cor. 12,26).
In questa società l’esclusione di qualsiasi membro dalla vita dell’insieme è un fatto assurdo. Ogni componente ha un ruolo proprio e insostituibile e deve esercitarlo. Escludendo qualcuno la società “ferirebbe” le sue membra, e i “feriti” dalla società ferirebbero la società in cui sono.
Questa nuova società imposta tutta la vita sociale partendo dalle membra più deboli. La costruzione della società, l’organizzazione del lavoro, lo scambio dei beni, la scuola, vengono “formate” (cioè ricevono forma) dalle membra più deboli. Gli handicappati, gli anziani, le donne incinte, i bambini, vengono ad avere un ruolo determinante su tutta la compagine sociale.
Il lavoro assume la funzione sociale che gli è propria, di partecipazione alla costruzione del bene comune, per cui viene liberato dalla sua riduzione a semplice fattore di produzione funzionale al profitto. Ne deriva che tutte le persone che compongono il corpo sociale vengono messe nelle condizioni di partecipare agli altri i propri doni attraverso il lavoro.
In questa società si pensa come potere fare lavorare gli handicappati, non a rinchiuderli in istituti. Si organizza la scuola su misura di chi ha più difficoltà a comprendere e ad apprendere. Si costruisce la città rendendola agibile per gli anziani, le donne incinte, i ciechi, gli storpi, gli zoppi, i bambini.
Sono solo alcuni esempi per spiegare come nella società del gratuito il criterio base è il bene della persona, di tutte le persone.
Il principio che dà forma alla società del gratuito è l’alterocentrismo, contrapposto all’egocentrismo della società del profitto. La dinamica generata da questo principio è la gratuità. La molla che spinge ad agire tutti i suoi membri è il bene degli altri, nella consapevolezza che ognuno detiene il bene dell’altro e che nel bene comune sta anche il bene del singolo.

don Oreste Benzi

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