Il Ponte

50 anni di Ail

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Domenica 3 Marzo, presso la parrocchia di San Giuseppe al Porto, si è tenuto il pranzo di beneficienza promosso dalla sezione di Rimini dell’AIL (associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mielomi) di Rimini.
L’associazione nazionale è reduce di un toccante ed importante appuntamento vissuto Sabato 2 Marzo: l’udienza del Santo Padre in aula Paolo VI in occasione dei 50 anni di esistenza dell’AIL.

Papa Francesco ha sottolineato ai circa sei mila presenti (i volontari delle 81 sezioni provinciali italiane) , «Come Maria, rimasta ai piedi della Croce di Gesù, anche loro, i volontari, ‘stanno’ presso il letto dei sofferenti e realizzano quell’accompagnamento che porta tanta consolazione: è presenza di tenerezza e di conforto, che realizza quel comandamento all’amore reciproco e fraterno che ci ha consegnato Gesù. Questo atteggiamento di prossimità premurosa è tanto più necessario nei confronti del malato ematologico, la cui situazione è complessa per la percezione stessa della malattia, nella sua specificità. Vicinanza, prossimità, come Maria ai piedi della Croce».

E riferendosi a chi è sempre vicino alle persone malate (cappellani, diaconi, volontari) ha ribadito come il loro impegno contribuisca mediante una ‘testimonianza spirituale e fraterna’ a fare della comunità dei credenti che assiste e consola una comunità sanante che ‘’rende concreto il desiderio di Gesù”, perché tutti siano una “sola” cosa, una sola “carne”, a partire dai “più deboli e vulnerabili”.
Nel discorso di saluto iniziale, la Prof.ssa Nives Cuttin, collegandosi alla riflessione del Santo Padre, ha spiegato come l’acronimo AIL possa essere inteso come ‘Accompagnare, Incontrare, Liberare’: tale interpretazione chiarisce lo spirito che anima chi si prodiga quotidianamente verso il prossimo per alleviarne le sofferenze.

Tanti sono stati i Riminesi che hanno accolto l’invito per sostenere una bella iniziativa volta non solo a sostenere le attività dell’AIL ma anche la Caritas diocesana (a cui è andato metà del ricavato).
Cameriere di ‘eccellenza’ (termine non potrebbe essere più adeguato) è stato il nostro Vescovo, S.E. Mons. Francesco Lambiasi, tra gli ultimi a sedersi a tavola dopo aver distribuito ai commensali una buonissima paella valenciana, piatto forte dell’evento.
Al pranzo è seguita un’estrazione di beneficienza che ha assegnato uova pasquali agli astanti.

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