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VOLLEY A2. Alessia Bolzonetti: “Ciao San Giovanni e grazie di tutto. Ti porterò sempre nel cuore”

“Pronto? Ciao Bolt, sono…”. “Sì, sì ho già capito tutto. Un attimino solo”. Qualche secondo di religioso silenzio, un sospirone lungo una vita e poi Alessia Bolzonetti si dice “pronta, anche se sarà difficile terminare questa intervista senza piangere”. Cosa che, infatti, accade un paio di volte. Perché salutare San Giovanni in Marignano, per lei, è tutt’altro che facile. Del resto è arrivata qui nell’estate del 2021, appena 19enne, e alla sua prima esperienza nella “pallavolo dei grandi”, come la chiama lei. Se ne va 21enne, dopo due stagioni di assoluto valore che l’hanno vista crescere, sbocciare e confermarsi come una delle schiacciatrici migliori del campionato di serie A2 di cui è stata anche la migliore in battuta con ben 45 ace. Ma soprattutto conquistando il cuore dei tifosi per il suo sorriso, per la sua educazione, per la sua gentilezza e anche per quegli urli disumani per caricarsi e caricare le compagne.

Allora, Alessia, è arrivato il momento dei saluti.
“Ah ma così iniziamo male… (segue una lunga pausa e quando riparte la voce è rotta dall’emozione). Ok, ci sono. Vorrei dire subito che non è stata una scelta assolutamente facile perché San Giovanni in Marignano, per me, è stato davvero un luogo magico, ma avevo bisogno di nuovi stimoli e Macerata mi ha cercato e voluto con grande insistenza e sono contenta della decisione che ho preso. In questo momento, però, come è logico che sia, ripenso a tutti gli splendidi momenti vissuti in queste due stagioni. Ai tanti visi che ho conosciuto, alle persone che ho incontrato, a tutte devo dire un grande, immenso, grazie. Dal profondo del mio cuore. Sono arrivata qui poco più che ragazzina, perché a 19 anni non sei grande abbastanza. Mi affacciavo per la prima volta al mondo della pallavolo professionistica e quindi i dubbi erano tanti. Arrivavo sì da diversi anni fuori casa, ma fino a quel momento, fino a quel sì al presidente Manconi, ero sempre stata coccolata dalle suore di Novara e quindi anche l’aspetto umano era un punto interrogativo. Non nascondo che qualche timore lo avessi”.

Invece…
“Invece ho conosciuto persone fantastiche. A partire dal presidente a cui ieri ho fatto l’ultima telefonata scoppiando a piangere perché con me è stato davvero fantastico. Un uomo che conosce questo mondo e le sue dinamiche come pochi. L’ho ringraziato per questa grande opportunità che mi ha dato, San Giovanni avrà sempre nel mio cuore un posto specialissimo perché questa davvero è una grande famiglia. Il luogo migliore in cui una giovane può giocare crescendo, sia a livello umano, sia a livello sportivo. Un grande grazie poi lo devo a tutte le mie compagne con cui ho condiviso queste due stagioni che mi hanno regalato amicizie importanti come quelle con Salì (Coulibaly), Mariaelena (Aluigi), Alessia (Mazzon), Giulia (Biagini). Un grazie a Tony, Lino, Valter, Claudio, Gude, allo staff, a chi mi ha sopportato e supportato in casa. Ma soprattutto un immenso grazie a loro, ai tifosi, ai nipoti. Mi sono sempre stati vicino, mi hanno sempre tifato e fatto sentire la loro vicinanza. Adesso basta perché altrimenti non vado avanti”.

Proviamo, allora, a parlare di campo. C’è un episodio che ricordi con più piacere di questi due anni romagnoli?
“Gli episodi sono tanti, ma se ne devo scegliere uno, dico l’ultimo aperitivo con i tifosi. Non lo scorderò mai. Chi era lì sa quanto ho pianto. Ma mi hanno detto parole carinissime che porterò sempre con me nel cuore e più delle vittorie sul campo, custodirò gelosamente l’aspetto umano”.

C’è, invece, qualcosa che se potessi tornare indietro cambieresti?
“Sì, qualcosa c’è. Non gara3 con Brescia, mi piacerebbe giocare la finale di coppa Italia proprio con Brescia nella data indicata da calendario e non a fine stagione senza Serena (Ortolani), Salì (Coulibaly) e Claudia (Consoli). Se l’avessimo giocata quando era ora, sono sicura che l’avremmo vinta”.

Adesso un po’ di meritate vacanze e poi la tua nuova avventura a Macerata dove, comunque, respirerai un po’ di aria di San Giovanni visto che ritroverai Mazzon, e giocherai con Bresciani (e forse Bonelli) e in panchina ci sarà Saja.
“E già, ritrovo Alessia e conoscerò le altre zie. Vediamo. Grazie ancora San Giovanni, e ti auguro tutto il meglio possibile. E chissà che un giorno le nostre strade non si incontrino di nuovo”.