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UN ABBRACCIO DI SPERANZA

Attoniti e ancora increduli, segnati da un profondo dolore per una tragedia che ha colpito il cuore di Riccione e di tutta la nostra Diocesi, a cui appartenevano le sette vittime dell’A4. Su quella autostrada hanno perso la vita l’amico ed ex sindaco Massimo Pironi, Maria Aluigi 34 anni, Francesca Conti 25 anni, Rossella De Luca 37 anni, Valentina Ubaldi 31 anni, Alfredo Barbieri 52 anni e la loro educatrice Romina Bassini di 36 anni. Per i familiari, gli amici e anche ciascuno di noi, quel venerdì 7 ottobre è stato come salire con loro sul Golgota. Anche lì un figlio muore, innocente, dopo una straziante sofferenza. Lì una madre eroica, Maria, vive, fino all’ultimo respiro, l’agonia del figlio. È forte, addolorata, tenace, impotente, come i genitori di quei ragazzi.

Lì sembrano crollati sogni, ideali, speranze. Anche noi con i discepoli di Emmaus diciamo “ Speravamo fosse lui a ricostruire Israele”. Le belle cronache di questi giorni ci hanno donato il sorriso e la lotta per una vita giusta di questi ragazzi e ragazze e dei loro familiari. Ed ora?

Da mezzogiorno alle tre si fece buio su tutta la terra”. Ed è buio anche fra quelle lamiere contorte sulla via che conduceva ad una festa. Ciascuno di noi non può che fermarsi oggi sotto quella croce, come un giorno Maria, in silenzio, prendendo tutto il tempo che ci serve per il pianto. Lo ha detto anche il Vescovo Francesco nella Veglia comunitaria di domenica sera quando ha spiegato come il dramma « ha aperto un crepaccio nel quale è sprofondata un’intera comunità» ricordando però che «la pace del Signore può colmare questo vuoto che si è creato con un abbraccio di dolore e speranza» perché «non tutto finisce qui ». E lo avvertivi anche durante la Veglia, in quel silenzio totale. Stava già nascendo una relazione nuova, dove senti viva la presenza di questi amici, che da oggi ci accompagnano dal cielo, come ha affermato la mamma di Maria: “ E siccome sono in Paradiso non li lascerò davvero in pace”. Con una forza di trasformare, nel lutto, un immenso dolore in una infinita capacità di amore.

È l’annuncio della Pasqua. Per Massimo, Maria, Francesca, Rossella, Valentina, Alfredo e Romina quel venerdì, come ogni venerdì della croce, non si è concluso con una sconfitta, Gesù ha vinto la morte. Lo ha sottolineato con forza il vescovo, come alla fine « l’amore vince sulla morte », perché è più forte e « a questi amici scomparsi sento di poter dire parole di consolazione vera. Adesso stanno con Gesù, che è con noi tutti i giorni, ed era lì anche in quello svincolo dell’A4 pronto ad abbracciarli e portarli alla vita che ha solo luce e amore ». La cosa che noi tutti possiamo fare oggi è che il dolore, l’amore che sentiamo per loro non vada perduto in un sentimento fuggevole, ma si trasformi in impegno, solidarietà, condivisione.

Sarà il modo migliore per ricordarli.