Il Ponte

Testimone di fronte all’infinito

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Questa mattina, 3ª Domenica di Pasqua alle 6.45, il Signore RISORTO ha spalancato le porte della casa del PADRE all’Amatisssimo NOSTRO FRATELLO DON GIUSEPPE CELLI Parroco di San Vito, che si è addormentato nella speranza della Risurrezione. Il Signore conceda anche a noi di ritrovarci insieme e di godere per sempre della sua gloria”. Questo breve annuncio sul nostro cellulare ci ha accolto domenica mattina 26 aprile. Dopo una lunga malattia affrontata sempre con grande coraggio don Giuseppe ci ha lasciati. Qualche giorno fa ci aveva chiesto di metter fra le nostre intenzioni anche una preghiera per lui.

Domenica in albis il vescovo Francesco era andato ad incontrarlo e lo aveva trovato “ perfettamente lucido e sereno”.

Monsignor Lambiasi ne aveva voluto dare subito testimonianza ai suoi preti in una lettera: “ Si l’ho trovato sereno, molto sereno. Dopo la confessione, in un colloquio ‘cuore a cuore’, mi ha ripetuto – come per condividere un’ultima volontà – quanto mi aveva già confidato qualche sera prima”.

Poi testualmente citava alcune parole del suo testamento spirituale: “ Caro Vescovo, rileggendo tutto il rotolo del mio cammino, io posso solo ringraziare il Signore di tutto e per tutto della mia vita. Non ho da recriminare né da rimpiangere nulla, nulla… Non so quanto manca al ‘capolinea’, ma sento di stare agli ultimi chilometri… Ti prego di ringraziare i Confratelli per la stima e l’affetto con cui mi hanno circondato… Chiedo scusa per quanto non ho fatto a beneficio della ‘famiglia’ del presbiterio… Certamente ne ho ricevuto di bene, più di quanto non ne abbia fatto… Ringrazi i nostri preti in particolare perché non solo mi hanno sostenuto con le ‘chemio’ delle loro preghiere, ma mi hanno anche aiutato a pregare…”.

Grande risonanza ha avuto immediatamente la morte di don Giuseppe fra i sacerdoti.

In poche ore sulla chat dei preti e dei diaconi, di seguito all’avviso della sua morte, sono stati decine e decine i messaggi che si sono succeduti. Ne citiamo solo alcuni per testimoniare la litania di grazie che ha caratterizzato questo momento.

“Grazie don Giuseppe per il dono della tua vita di Cristiano e di pastore (don Concetto); Fratello Giuseppe ti portiamo nella nostra messa a Savignano con tanta stima e affetto (don Alessandro); Ora che don Giuseppe ci indica il compimento della nostra vocazione, mentre lo accompagniamo in quest’ultimo passo, siamo certi della sua compagnia a tutto il nostro presbiterio (don Roberto); Giuseppe non amava suonare la grancassa davanti a sé, ma quanto amava la sua gente! Con quel suo modo dolce, attento ed intelligente.

Ci mancherà il tuo sorriso, la tua serenità, la tua testimonianza di fronte all’Infinito (Giovanni); Grazie per don Giuseppe e la sua vita di prete (don Paolo); Ciao Giuseppe, grazie per la Tua testimonianza Sacerdotale (don Marco); Un grazie di cuore, Signore, per don Giuseppe , per la sua testimonianza di fede, di dedizione pastorale per la sua gente e di comunione con il nostro presbiterio… un bel dono! (don Maurizio); Grazie don Giuseppe buon pastore (don Mirco e don Marzio); Grazie don Giuseppe per la tua bella testimonianza di prete amato dalla sua gente (don Osvaldo); La tua offerta vissuta con semplicità di cuore è
già un dono che fiorisce tra noi.

Grazie Giuseppe, ricordaci al Signore tu che sei con Lui (don Giorgio); Un bravo prete e un uomo buono (don Guido); Sono andato ieri a trovarlo, ed era davvero sereno!!!! Che semplicità davanti alla morte e al Signore… (don Giampaolo); L’ho conosciuto appena sono entrato in seminario; l’ho avuto cappellano dove abitavo a San Martino di Riccione, mio viciniore a San Mauro. Tra i tanti ricordi, questi: grandi mani e grande cuore …. senza rumore!!!!! (don Sanzio); Grazie carissimo Giuseppe per il dono della tua amicizia. Insieme nel seminario, uniti nella nostra vita sacerdotale. Chiedo ora al Signore la grazia di ritrovarci ancora insieme per godere in eterno della sua Gloria. Io prego per te e tu prega per me (don Giancarlo)”.

Don Giuseppe era nato a Santarcangelo il 28 marzo 1941. Era stato ordinato sacerdote il 26 giugno 1965 per imposizione delle mani dal Vescovo Emilio Biancheri. Era diventato cappellano a Riccione, a Santarcangelo e a San Vito dal 25 settembre 1978, per poi diventarne parroco il 1° dicembre del 1979. L’anno scorso, a San Vito, ha fatto una grande festa per i suoi 40 anni da parroco. Amato dalla gente per il suo stile di uomo e di sacerdote, era molto partecipe alla vita del presbiterio diocesano. Anche gravemente ammalato partecipava agli incontri con i confratelli, compresa l’ultima Tre Giorni a Pesaro dell’estate 2019.

Da molti anni era membro della Famiglia spirituale di Carlo de Foucauld. Si è molto adoperato per valorizzare la storia umana e di fede di padre Pasquale Tosi che, proprio da San Vito a fine ‘800, aveva mosso i primi passi del suo apostolato nelle Montagne Rocciose e Alaska. Nel gennaio 2018 don Giuseppe e la parrocchia di San Vito avevano ricordato i 120 anni dalla morte di Padre Pasquale Tosi, pubblicando anche un nuovo volume «Padre Pasquale Tosi Gesuita Sanvitese Evangelizzatore delle Montagne Rocciose e dell’Alaska» frutto di una ricerca approfondita del giovane riminese Michele Tombesi, per la tesi di laurea.

“ Padre Tosi ha operato in tempi e luoghi lontani da noi, – ha scritto nella Prefazione al volume mons. Celli – ma le sue intuizioni e metodi pastorali praticamente sono quelli che la Chiesa oggi ci propone”.

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