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SANTARCANGELO: TANGIBLE, FARE PROFITTO GENERANDO UN IMPATTO POSITIVO

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Considerare il profitto non solo come un beneficio dell’azienda, ma di tutti coloro che vi si interfacciano e, in senso ampio, di tutta la comunità. È l’obiettivo (e la filosofia fondante) di Tangible, azienda specializzata in progettazione e innovazione di servizi e prodotti digitali al fine di portare un impatto positivo sul business dei clienti, delle persone e delll’ecosistema in cui sono integrati.

Una realtà fortemente proiettata al futuro di fare impresa e con le radici saldamente ancorate nel nostro territorio: fondata da Nicolò Volpato e gestita assieme agli altri due soci Luca Scarpa e Ilaria Mauric (nella foto), Tangible ha infatti sede nel riminese, a Santarcangelo di Romagna.

Tangible: la fiducia verso il marchio

Un’azienda che ha ben compreso quali siano le esigenze a cui occorre rispondere oggi nel fare impresa: generare un impatto positivo che sia un valore per tutti, mettendo in campo azioni che siano utili per l’intera società. Un’esigenza che emerge in modo esplicito da una recente ricerca condotta sul tema della fiducia dei consumatori nei confronti delle aziende.

Secondo lo studio (Fonte Edelman 2021 Edelman Trust Barometer Special Report: Trust, The New Brand Equity) il 68% degli intervistati ritiene oggi in un acquisto più importante fidarsi di un marchio, rispetto al passato e questo per varie ragioni: il 36% risponde che la fiducia è importante per il crescente impatto dei marchi sull’ambiente, mentre per il 32% ha una maggiore dipendenza dai marchi per tenersi al sicuro durante la pandemia, infine il 31% crede nell’impatto dei brand sulla ripresa economica. Altro dato interessante è che l’86% degli intervistati si aspetta che le aziende intraprendano delle azioni al di là del loro prodotto, come creare un cambiamento positivo per la società, sostenere la cultura o sostenere le comunità locali.

Il ruolo di Tangible

Essere azienda oggi, dunque, significa non poter più separare il business e la necessità di profitto dalla responsabilità sociale. Tangible ha tradotto tutto questo, definendo i primi parametri per misurare concretamente l’impatto positivo sui progetti e sui servizi erogati: 2 interni e 6 esterni. Quelli interni prevedono che su tutti i progetti vengano condotti test di usabilità con utenti ipo o non vedenti e si adotti un linguaggio inclusivo, sia visivo (come le illustrazioni) sia verbale, per rappresentare le pluralità. I 6 parametri esterni misurano il livello di accessibilità, impatto di inclusione, impatto sociale del servizio/prodotto, digitalizzazione (accesso per chiunque e da qualunque luogo a informazioni centralizzate).

Un modo di agire, quello dell’innovazione guidato dall’etica, che non limita il business, ma al contrario porta a un ritorno dell’investimento: essere accessibili, infatti, significa parlare a 3,1 milioni di persone disabili in Italia (5,2% della popolazione nazionale) altrimenti esclusi dalla fruizione di prodotti e servizi digitali. Significa anche giocare d’anticipo: nel 2019 il Parlamento europeo ha approvato l’“European Accessibility Act” e da giugno 2025 nessun prodotto o servizio non accessibile potrà essere immesso nel mercato.

I primi risultati e il futuro

Un primo importante traguardo di Tangible è quello di essere diventata a tutti gli effetti una società Benefit, ovvero un’azienda caratterizzata dal fatto di integrare nel proprio oggetto sociale, oltre agli obiettivi di profitto, lo scopo di avere un impatto positivo sulla società e sulla biosfera. “Sono 17 anni che siamo sul mercato, abbiamo cambiato pelle ma non linea di pensiero – racconta Ilaria Mauric, socia e Head of Design di Tangiblenegli ultimi anni si sono delineati forti e chiari obiettivi ben precisi. Avvicinandoci alla maggiore età, abbiamo sentito crescere il bisogno di avviare un percorso che ci aiutasse ad assumerci alcuni impegni formali: oggi abbiamo raggiunto il primo step di essere una società Benefit”.

Per la comunità, Tangible si impegna su diversi fronti: per ogni dipendente assunto a tempo indeterminato full-time sono versati 300 euro all’anno a una Onlus. Inoltre, Durante l’Internal Day del 27 maggio 2021 è stato dichiarato obiettivo aziendale diventare un’impresa 100% green entro il 2025, iniziando così un percorso che li porterà ad allinearsi agli obiettivi europei e mondiali (55% entro il 2030 e 100% entro il 2050).

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