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“La responsabilità di accompagnare”

Ramallah. Attenzione alla nuove generazioni

Laila ha studiato giornalismo e lavora come diplomatica per il Ministero degli Esteri della Palestina. Nel tempo libero segue il gruppo giovanile della parrocchia della Sacra famiglia a Ramallah, tra i 2.500 e i 3mila fedeli. “ Da molto tempo sono figlia di questa comunità parrocchiale”, conferma. Ramallah è la capitale amministrativa dell’Autorità palestinese. Noi sentiamo di avere una responsabilità, uno scopo, una funzione: quella di riunire e accompagnare i giovani, soprattutto quelli di questa nuova generazione”.

Due gli obiettivi dichiarati. “Il primo riguarda la dimensione religiosa, cioè la fede: aiutare i ragazzi a conoscere il Signore, a conoscere Dio nella loro vita e a crescere in questo cammino”, sottolinea Laila. Il secondo obiettivo “è anche di carattere politico, perché – come è stato già detto – la situazione è complicata. Per questo cerchiamo di sostenerli e di aiutarli a capire e ad affrontare questa realtà”.

Come sono i giovani cristiani palestinesi?

La nuova generazione è un po’ più difficile da coinvolgere. Oggi, con i social media, i ragazzi ricevono moltissime informazioni e notizie attraverso il telefono e dall’esterno. Alla fine molti arrivano a pensare che l’unica soluzione sia andarsene, lasciare il Paese”.

Come rispondete?Cerchiamo di aiutarli a rimanere radicati, attaccati a questa terra. E non solo alla terra, ma anche alla loro parrocchia, alla loro Chiesa”.

Laila ha un gruppo di amici che la aiuta. Non è un lavoro che faccio da sola: c’è una comunione con i sacerdoti e con le suore che servono in questa parrocchia, e ovviamente con tutti i membri della comunità che partecipano e collaborano. Questo è il nostro ruolo, e speriamo che il Signore ci dia la forza per portarlo avanti”.