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Il Rimini è di Alfredo Rota. Ma tra i tifosi c’è scetticism

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Sembrava l’ennesima estate di passione per i tifosi del Rimini.

Ingabbiati tra una retrocessione amarissima e il solito teatrino del «vendo o non vendo». Invece, all’improvviso, in una calda sera di inizio luglio, ecco l’annuncio che non ti aspetti: “La Rimini calcio è passata dalle mani di Giorgio Grassi a quelle di Alfredo Rota”. Una notizia che ha spiazzato tutti. Anche perché, e non scopriamo l’acqua calda, già in precedenza l’imprenditore milanese aveva tentato la scalata alla società biancorossa, ma Grassi respinse le avance in quanto, a suo dire, il suo patrimonio non assicurava certezze. Quindi la domanda è: che cosa è cambiato nel frattempo? C’è qualcuno dietro Rota? Molto probabilmente lo si saprà giovedì quando è in programma la prima uscita ufficiale del nuovo proprietario del Rimini.

Intanto, tra i più sorpresi, c’è Lucio Paesani che, proprio a Rota, si era rivolto per dare una mano ai colori biancorossi. Adesso occorre capire che cosa accadrà nell’immediato futuro.

Domenica sera i due si sono incontrati, ma non è uscita la famosa fumata bianca.

Nel frattempo, però, le prime mosse di Rota, titolare dell’azienda Alka Servizi, con sede a Rimini, nel settore della logistica, sono state scelte nette. La prima è stata quella di nominare Antonello Sammarco nuovo Direttore Generale. Uomo di calcio, Sammarco ha legato il suo nome al San Marino con il quale si è tolto grandi soddisfazioni nell’epoca di Germano De Biagi. La seconda mossa è stata quella di richiamare alla corte biancorossa Giuseppe Meluzzi dandogli l’incarico di gestire la comunicazione. Meluzzi è stato per tanti anni addetto stampa del Rimini ai tempi della Cocif e conosce molto bene l’ambiente. La terza mossa è quella che porta ad Alfio Pelliccioni che vestirà i panni di Direttore Sportivo.

Sammarinese, conosciutissimo in ambito romagnolo, Pelliccioni è stato appena scaricato dal Cesena dopo averlo portato dalla Serie D alla Serie C e dopo aver centrato una salvezza molto tranquilla. La prossima mossa, invece, riguarderà l’allenatore. È cosa risaputa che Rota sia molto legato a Mario Petrone, il tecnico napoletano che due stagioni fa ha portato in salvo il Rimini. Quando l’imprenditore milanese ha tentato l’ingresso in società la prima volta, tutti sapevano che Petrone sarebbe stato il suo uomo di fiducia. I problemi, però, oggi sarebbero diversi. Il primo è quello della categoria, Petrone difficilmente scenderebbe in Serie D e prima di metà agosto, il Rimini, non conoscerà il suo destino.

Tradotto, i tempi sarebbero molto stretti per allestire una squadra competitiva.

A meno che, Rota, non riesca a convincerlo a scendere anche tra i Dilettanti. L’altro nome caldo è quello di Mauro Antonioli, ex centrocampista biancorosso ai tempi di Leonardo Acori.

Attualmente Antonioli è in forza alla Fermana, ma non è stato ancora messo sotto contratto. In questo momento sarebbe la figura ideale visto che in Serie D, come in Serie C, ha dimostrato tutto il suo valore. Ma per ora è solo fantacalcio!

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